Restaurato l’organo di Traeri
Federico Lorenzani ha dedicato una ricerca storica all’opera
CASTELFRANCO. Con la recita dei Salmi e un concerto tenuto dal maestro Francesco Tasini, l'organo di Agostino Traeri datato 1767, dopo un lunghissimo restauro, ha deliziato nuovamente i fedeli giunti in Santa Maria per l'occasione. Prima che le note di Handel, Albinoni e Bach risuonassero in chiesa, ha preso la parola Federico Lorenzani curatore della pubblicazione dedicata all'organo e autore della ricerca archivistica.
«La prima segnalazione della presenza di un organo nella chiesa di Santa Maria Assunta risale al 1590 - dice lo studioso - in occasione della visita del cardinale Gabriele Paleotti. Nel 1763, viste le pessime condizioni dello strumento, si incaricò il castelfranchese Agostino Traeri (della bottega organaria Traeri, molto famosa nel ducato di Modena) di farne uno nuovo. Durante la ricerca sono emerse curiosità come il costo dell'organo fissato in 1500 quattrini bolognesi e il fatto che, per farsi perdonare del ritardo della consegna, Traeri costruì un organo più grande». Dopo 250 anni, restauri a volte più dannosi che positivi, i danni del terremoto e il lungo restauro, l'organo è ora pronto per accompagnare le preghiere e le funzioni. «Sono felice - dice don Remigio Ricci - l'organo simbolicamente ha un grande valore cristiano. Le canne sono differenti ma unite e producono un'armonia solo se suonate da una mano sapiente. Un suono delicato risultato di una comunione degli uni con gli altri». (mvm)
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