Bonaccini: «Triplicherò gli sforzi per riconquistare chi non vota»
Per il presidente il cammino parte in salita: «Puniti per spese pazze e i dispetti dei sindacati a Renzi» «Squadra in tempi rapidi, creare occupazione sarà la mia ossessione e poi c’è la sburocratizzazione»
Che il compito di governatore non fosse facile, Stefano Bonaccini lo sapeva. Certo non avrebbe immaginato di dover iniziare con una salita con una pendenza di questo livello, diciamo del 63% pari all’astensione di domenica. Ma Bonaccini sembra deciso, ad affrontarla con lo spirito del passista. «Non posso essere soddisfatto per una astensione così alta, che peraltro colpisce tutti, vorrà dire semplicemente che adesso triplicheremo i nostri sforzi perché c’è da riavvicinare e riconquistare quelli che si sono allontanati. E per farlo dobbiamo metterci tutta la determinazione possibile, per aprire una nuova stagione di buongoverno».
Parole che arrivano alla fine di una lunga giornata, la prima da neogovernatore dell’ Emilia Romagna, mentre si avvia sulla strada di Campogalliano, dove abita.
Dopo le prime dichiarazioni nella nottata, qualche ora di riposo, poi un rapido passaggio da casa (“per cambiarmi la camicia”) prima di tornare a Bologna per le sue prime interviste da presidente eletto. In rapida rassegna si è affacciato a tutti i talk politici del mattino, telegiornali compresi. Con una riflessione politica che non può non partire dal dato più forte, lo storico tonfo della partecipazione che si è fermata al 37,7%. «Con un voto così basso - ha ripetuto il neopresidente - dovrò triplicare gli sforzi per una legislatura in cui ricostruire un filo più solido con chi non è andato a votare». E in questo dato che gli ha rovinato anche l’eventuale festa, che non ci sarà («Solo un momento di ringraziamento con chi mi è stato vicino, perché è tempo di lavorare e non di festeggiare...») si limita a far notare che «tra chi ha votato la vittoria è netta, anzi rispetto a cinque anni fa aumenta di cinque punti da 15 a 20 il divario dalla destra». Magra consolazione, gli elettori, e ne è cosciente, hanno mandato un segnale.
Gli elettori tutti, in generale. E quelli del Pd in particolare perché - non l'ha nascosto a caldo, nè ieri con un po' più di calma - tra i democratici «c'è stata una parte di non voto che è legata anche ad un elemento di schiaffo su cose che non condivide anche in alcune scelte del Governo e nel rapporto coi sindacati». E qui, la guancia colpita, prima che quella di Bonaccini è quella del premier.
«Conoscendo Renzi, difficilmente sottovaluta i segnali», ha detto Bonaccini a proposito del senso politico del crollo di votanti in Emilia-Romagna. Ma se sul Jobs Act la partita (a sinistra) si giocherà a Roma, Bonaccini ha parlato di quello che sarà il suo metodo di relazione con i corpi intermedi. A partire dalla sua prima azione di Governo: «La prima cosa che farò sarà chiamare le parti sociali e gli amministratori per provare a definire le linee guida e le coordinate di un patto per il lavoro. Lavoro e occupazione sono i capisaldi del mio programma, saranno la mia ossessione e di chi con me guiderà la Regione. E poi punteremo assolutamente sulla sburocratizzazione, la necessità di accorpare i comuni e migliorare i tempi della sanità».
E a fianco a questo ci saranno altri due impegni che intende mantenere subito per far vedere che lui quello che dice in campagna elettorale poi mantiene. «Una delle prime Giunte la presiederò in uno dei comuni terremotati - ha detto - E tra le prime decisioni ci sarannno anche quelle che riguarderanno i tagli dei rimborsi e delle spese dei politici»
Ma chi sarà ad affiancarlo? Sulla Giunta la bocca è, di fatto, cucita: «Confermo l'impegno sul fatto che la meta' dei componenti saranno donne e ci sarà una buona dose di rinnovamento. Ci lavorerò solo io, in piena autonomia, con poco bilancino. Credo che serva un mix di competenze e anche rappresentanza territoriale». La sua intenzione è comunque quella di non far attendere troppo: «Tra una cosa e l’altra questa Regione è di fatto in stand by da troppo tempo, occorre ripartire e metterci subito in modo, quindi entro Natale conto di essere in pista»
E nel salutare i giornalisti Bonaccini ha avuto anche un momento di autocritica, soprattutto sui tempi con cui e' maturata la sua candidatura: «So che qualche mio tentennamento - ha detto - ha dato l'idea di una mia non convinzione di dedicarmi all'Emilia-Romagna. Commisi un errore a sottovalutare la rapidità delle decisioni che dovevamo prendere». (a.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
