Forza Italia, Aimi passa ma c’è poco da festeggiare
Il partito ai minimi, lo stesso consigliere ha visto sfumare migliaia di preferenze «Sono molto amareggiato. Io a giudizio per Rimborsopoli? Deciderò solo allora»
Il minimo storico. Forza Italia esce dal voto con le ossa rotte, con appena l’8% a livello regionale e acuendo ulteriormente la “picchiata elettorale” degli ultimi anni. Nella sola Modena perde per strada, dal 2008 ad oggi, 26mila voti, 4mila dei quali negli ultimi cinque mesi (vedi grafico, ndr). E al partito berlusconiano, costretto a cedere un seggio a favore della Lega Nord, rimangono solo due posti il consiglio regionale. E anche chi, come Enrico Aimi, viene eletto, non può certo gioire. «Sono molto amareggiato per l’esito elettorale, che ci ha portato al minimo storico in regione. Ma non vedo la necessità di un commissariamento del partito». Lui stesso ha perso migliaia di voti – dalle oltre 9mila preferenze raccolte nel 2010 alle manco 3mila odierne – anche se, precisa, «la percentuale rispetto al totale del partito è più o meno la stessa».
Aimi, che siede in consiglio regionale dal 2000 compare nel registro degli indagati per la “Rimborsopoli” bolognese. In caso di rinvio a giudizio, deciderà insieme alla squadra il da farsi. «Anche se – tiene a sottolineare – in uno Stato di diritto un simile atto non equivale automaticamente ad una condanna. Comunque, vedremo, ci sarà tempo per riflettere, siamo solo in una fase embrionale». In ogni caso, quello forzista è un risultato che, a suo dire, poteva essere previsto: «Ho fatto la campagna elettorale tra la gente, e avevo la percezione che qualunque risultato fosse possibile». Vuoi perché le elezioni erano poco sentite, vuoi perché nel partito qualcuno si ostina a considerare l’Emila Romagna una regione persa in partenza - «quando è proprio su queste zone rosse che bisogna rilanciare la sfida, e il voto di domenica ci dimostra che non è impossibile» - Forza Italia deve ora leccarsi le ferite. E se Aimi ha almeno di che “consolarsi” con la sua rielezione, per qualcuno la sconfitta è ancora più pesante.
Per Andrea Galli, ad esempio, le cui 1030 preferenze non sono bastate per conquistare un seggio. Anche lui ha fatto le ore piccole per attendere i risultati e la delusione traspare dalla voce. Critica una campagna elettorale caratterizzata dalla «nostra totale assenza», che quasi stride con l’attivismo di Salvini. «Personalmente mi sono speso molto, ma a Modena non è venuto nemmeno un personaggio nazionale». E una punta di disappunto sembra emergere anche nei confronti della dirigenza locale, “rea” di aver designato al ruolo di capolista Aimi – che peraltro aveva battuto Galli già alle Regionali del 1995, ai tempi di Alleanza Nazionale. «È stata una chiara indicazione di voto. Io ero quarto in lista, sono arrivato secondo per preferenze».
Ancora più dura, poi, Isabella Bertolini, già parlamentare forzista nonché ex coordinatrice regionale, che parla di «risultato al di sotto di ogni più nera previsione. L’enorme sorpasso della Lega su FI è infatti solo il desolante epilogo di una serie impressionante di errori politici e di strategia. Oggi Forza Italia sembra Hiroshima dopo la bomba atomica».
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