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regionali 2014

Gibertoni: «Ora M5S unito per salvare la Regione»

di Andrea Marini
Gibertoni: «Ora M5S unito per salvare la Regione»

La neo consigliera soddisfatta del risultato del movimento delinea la strategia «Al lavoro con i parlamentari su piccole imprese, tagli ai politici e inceneritore»

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Il sogno, inutile nasconderlo, era quello di arrivare secondi, dietro il favorito Bonaccini, ma, come afferma il loro leader Beppe Grillo, l’obiettivo del movimento è stato comunque centrato in pieno: ci si aspettavano 5 consiglieri e 5 consiglieri sono arrivati, «l’astensionismo non ci ha per nulla intaccati», sebbene in termini percentuali si passi dal 16,2% delle comunali 2014 al 13,3 di questa tornata. Ma ci può stare. Specie se si considera che nel 2010 alle precedenti regionali - termine di riferimento diretto - il M5S ottenne 2 consiglieri grazie ad un 6%. Ora siamo a più del doppio.

«Ma contro una strategia di marketing messa in campo dal candidato della Lega Nord Matteo Salvini potevamo ben poco». Esordisce la modenese Giulia Gibertoni candidata presidente e neo eletta consigliere regionale. «Vorrà dire Fabbri?» correggiamo. «No guardi che il vero candidato in queste elezioni per la Lega è stato Matteo Salvini. - puntualizza - Lei ha mai visto Fabbri in primo piano? Il sindaco di Bondeno ha passato un mese a interpretare il “Paolini” di Salvini appollaiato sulle spalle del suo leader. Il capo della Lega è stato abile, per carità, abbiamo assistito a una vera occupazione su scala nazionale di tutti i media e il candidato Salvini ha potuto così far passare il suo messaggio; che era quello di descrivere un partito, che di sinistra non è come il Pd, come uno spauracchio rosso e al tempo stesso ha potuto agitare le consuete paure e gli spettri per spingere la gente dalla sua parte. Noi che certo non siamo molto considerati dai media abbiamo dovuto lottare con i nostri mezzi facendoci strada con la forza delle nostre proposte dei nostro programmi». Dal punto di vista personale Giulia Gibertoni non nasconde la soddisfazione per aver ottenuto oltre 3mila preferenze personali. Non scontato visto le divisioni interne che ancora agitano il Movimento, ma sulla quale lei non vuole entrare preferendo guardare avanti in modo costruttivo.

Quanto al crollo dell’affluenza Giulia Gibertoni non si dice stupita, quanto contrariata dal fatto che ci sia chi non si sia adeguatamente impegnato per divulgare dal punto di vista mediatico l’appuntamento. Guardi che non si tratta di «disaffezione dei cittadini dalla politica, ma della disaffezione della politica dei cittadini. Il governo li schiva, evita il confronto e questo è il risultato». Secondo Gibertoni «c'è stata un'astensione inconsapevole, cioè di cittadini che non sapevano di dover andare a votare. Una situazione di astensione che sotto sotto poteva far comodo a questo governo? Azzardiamo «Non mi stupirebbe e il fatto di aver avuto persone non a conoscenza che potevano andare a votare per cambiar le cose può aver giovato allo stesso Pd».

Ma ormai il dato dell’affluenza è da affidare agli annali. Occorre lavorare per provare a cambiare le cose anche dai banchi dell’opposizione. E su questo fronte Giulia Gibertoni si dice pronta, ad avviare insieme ai 4 consiglieri che con lei costituiranno il gruppo del Mo5 Stelle una serie di battaglia da fare in stretto contatto con i gruppi parlamentari della Camera e del Senato. «Occorre creare un gioco di squadra tra il Parlamento e la regione su temi fondamentali a nostro avviso a cominciare da quello degli ammortizzatori sociali per contrastare la flessibilità esasperata di Renzi. Quanto al nostro impegno diretto tra le prime cose da fare cito sicuramente il fondo di garanzia regionale per le piccole imprese che vorremmo contribuire ad alimentare anche con i tagli al budget per gli stipendi dei consiglieri. E poi daremo sicuramente battaglia a tutti i livelli allo “Sblocca Italia” che vuol fare di questa regione la pattumiera d’Italia e un territorio a trivellazioni libere. Siamo pronti ad affrontare anche battaglie legali e vogliamo andare fino in fondo anche dal punto di vista dell’Europa. Non posso credere che un inceneritore possa essere considerato un elemento strategico a livello nazionale»

@andmarini

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