Gazzetta di Modena

Modena

regionali 2014

«L’astensione? È meritata» La politica è sotto processo

di Marco Amendola
«L’astensione? È meritata» La politica è sotto processo

Chi non ha votato spiega la scelta nei modi più diversi, ma poi si arriva all’accusa: «Incapaci, si fanno vivi solo per le elezioni. Da loro nessuna risposta alla crisi»

5 MINUTI DI LETTURA





È un viaggio nella città del non voto: «Non ci sono né vinti, né vincitori». E il nuovo presidente della Regione «rappresenterà una minoranza di cittadini». Tra il mercato e piazza Grande, le risposte sul motivo dell'astensione record sono state le più diverse: «Avevo la febbre», «C'era il gran premio di Formula 1 e il derby Milan Inter», «Sono rimasta a casa», «È stata fatta poca informazione», «Ero fuori Modena». Queste le voci dei modenesi, dagli universitari ai pensionati, intervistati ieri mattina lungo la via Emilia. Ma, a parte le scuse, a tenere lontani dalle urne più di 2 milioni di cittadini in tutta la Regione, è stata la «sfiducia nella politica» che è sfociata in un «rifiuto al voto» e in un «emorragia di consenso». Dunque quello che è andato in scena domenica è stato qualcosa di più complesso, strutturato e consapevole rispetto a quello che i sondaggisti chiamano “antipolitica” e “voto di protesta”. C'è chi non è andato alle urne «per non fare aumentare le percentuali dei votanti», ma anche frasi come «Sono tutti uguali», «incompetenti», «spese pazze e indagati» sono state fra le più ricorrenti.

Il viaggio nella Modena del non voto inizia dal mercato del lunedì, dove sono soprattutto gli anziani quelli con più sfiducia. Un signore, che preferisce l'anonimato dice: «L'astensione è quello che si meritano. Questi candidati si fanno vedere solo in campagna elettorale poi spariscono. E poi? Poi chi li vede più dopo?», mentre per il pensionato Giovanni Solomita «la politica non sta dando risposte a crisi economica e alla disoccupazione. Io ho votato un po’ titubante ma ho votato e bisogna continuare a votare anche con un clima di sfiducia come questo». Davanti al Foro Boario, sede della facoltà di Economia, sono tanti gli studenti a non aver votato, e a non sapere nemmeno i motivi delle elezioni anticipate. Pietro Simoni di Nonantola spiega che «è andato comunque a votare anche se c'è stata poca informazione». Più informata sulle vicende politiche è invece Ilaria Venturelli: «Ho votato, poi credo che non ci si possa lamentare della classe politica se non si esercita il proprio diritto e dovere al voto. Sono andata è ho cercato di convincere anche i miei amici ad andare». E sull'astensionismo dice: «Per me è un grave problema perché è un segnale di sfiducia e i nuovi consiglieri ne dovranno tenere conto».

Anche Martina Luppi ha votato, è «soddisfatta della scelta» e spera di veder «cambiare qualcosa». Francesco Piranesi di Sassuolo è l'unico studente fra quattro amici ad essere andato a votare: «L'astensionismo è imbarazzante. Solo io ho votato tra i miei amici, ed è triste il fatto che gente giovane della nostra età la pensi così insieme alla sfiducia nella politica». In centro le risposte non cambiano. Bruno Andreoli, pensionato, «non ho votato» e «non mi piaceva nessuno. I problemi sono enormi e la politica è piccola». Stesso opinione per Sergio Calliari: «Il 60% non ha votato in Emilia Romagna e ha fatto bene a non andare a votare. È una classe politica penosa. In un partito (il riferimento è al Pd, ndr) tutti i candidati erano persone che non hanno mai lavorato e so di tanta gente anche del Pd che non è andata a votare». In via Sant'Eufemia la studentessa Giada Pasqualini dice: «Ho votato. So che non c'è stata una grande affluenza e penso che l'astensionismo sia la rappresentazione del malcontento generale della popolazione». Invece lo studente Andrea Uccellari era fuori città: «Purtroppo non sono riuscito a votare perché ero via e mi dispiace, infatti». Inutili anche gli inviti al voto dei candidati al consiglio regionali che giravano sui social network durante il silenzio elettorale. I modenesi hanno disertato le urne per i motivi più diversi. «Fondamentalmente non mi sento rappresentata da nessuno di questi politici e da nessuno di questi partiti. Ho sempre votato da quando avevo 18 anni, ma questo giro mi è sembrata una presa per i fondelli. Domenica sono rimasta a casa, e tra spese pazze e indagati significa che ci vuole un cambio netto del modo di fare politica. Io non me la sento più di dare il voto a persone del genere», spiega invece la studentessa Sara Venuta al bar della biblioteca Delfini. Anche in piazza Grande si respira aria di sfiducia nella politica. «Io sono tra gli informatissimi sulla politica e non la ritengo una cosa sporca. Ma voglio dire che molti sono stanchi e sono veramente delusi e arrabbiati con i politici. Io ho sempre votato e chi non vota ha torto automaticamente», osserva Lanfranco F., mentre in via Castellaro Alberto Chierici dice che «L'astensionismo di ieri è uno schiaffo ben dovuto alla politica, ma temo che questo effetto servirà a poco e durerà poco». Sotto il portico del Collegio due amiche studentesse, Alessia Farinetti e Giulia Barani Balli raccontano: «A noi la politica non interessa e non siamo andate a votare perché è stata fatta poca informazione e soprattutto perché non c'erano personalità di spicco». Anche se per Giulia Barani «non è vero che i politici sono tutti uguali perché qualcuno di loro ha delle buone idee». Anche al mercato di via Albinelli molti (soprattutto signore e pensionati) dicono di essersi astenuti, mentre si contano sulle dita di una mano quelli che hanno votato domenica. Per Lorena Rubbiani «è un peccato tutto questo astensionismo ma andare a votare è un diritto. C'è stata mancanza di interesse e adesso il nuovo consiglio regionale ne deve tenere conto», mentre Lidia Saguatti: «Mi sono informata io e sono andata a votare. Io preferisco andare sempre a votare anche se non sempre mi convincono molto i candidati». Di nuovo in via Emilia, il commento sul risultato delle regionali arriva da Michele Campo, residente in Calabria (altra regione al voto la scorsa domenica, ndr) ma a Modena in questi giorni: «L'astensione è un dato che fa riflettere. Spese pazze e indagati hanno condizionato il voto e purtroppo questi casi ci sono stati in tutte le regioni, ma secondo me sono proprio i giovani ad essere disaffezionati alla politica perché non hanno lavoro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google