Luciana Serri sarà ancora portavoce dell’Appennino
«Lavoro per i giovani e lotta al dissesto idrogeologico sono le priorità» «Garanzie sull’efficienza dei servizi sanitari per chi vive in montagna»
In una tornata elettorale che si è distinta per un astensionismo record, l’ex sindaco di Lama Mocogno (due mandati nel 2004 e 2009) e presidente della Comunità Montana (dal 2009 al 2013, poi redini passate al sindaco di Pavullo Canovi) Luciana Serri ha fatto segnare 4.613 preferenze, risultando la terza più votata della provincia. Un risultato che le permette di essere riconfermata in Regione tra le fila del Pd (era subentrata nel marzo 2013 al dimissionario Matteo Richetti per la sua elezione alla Camera) quale unica rappresentante di un territorio vasto e con molteplici problematiche come quello dell’Appennino modenese.
«Sono molto soddisfatta di questa affermazione – ha commentato ieri a caldo – più di 4.600 preferenze vogliono dire tanto. Ringrazio tutti, ma sento anche il peso di una grande responsabilità: spero di riuscire a dare risposte e di non deludere chi ha avuto fiducia in me. Ora bisogna pensare a lavorare».
La soddisfazione per il risultato personale è però segnata dalla preoccupazione per il dato sull’astensionismo: «Le persone che sono rimaste a casa hanno lanciato un segnale forte, con cui dobbiamo fare i conti. C’è un evidente malessere che va interpretato e affrontato, dando segnali di concretezza: servono iniziative efficaci che vadano incontro ai bisogni reali delle comunità. Dobbiamo essere vicini e riconquistare il rapporto di fiducia con i cittadini».
Per quanto le compete, ha già chiaro le prime cose da fare sui banchi della Regione: «Si parte dal lavoro, e dall’urgenza di dare nuove opportunità di sviluppo e competitività, in particolare per i giovani, in un periodo particolarmente difficile. Ma per questo serve anche un grande impegno trasversale che parta dal governo. L’altra grande priorità in questo momento è la lotta al dissesto idrogeologico che segna l’Appennino: non solo interventi, ma serie politiche di prevenzione. E non dimentichiamo ovviamente la necessità di dare garanzie sull’efficienza dei servizi sanitari». A Lama Mocogno, il centrosinistra si è imposto con il 59,2%, arrivando quasi a doppiare il centrodestra a sostegno di Fabbri, fermo qui al 30,8. Doppiaggio vero è stato invece a Frassinoro, con Bonaccini al 55,9 e Fabbri al 27,2.
E anche a Palagano la vittoria è stata di larga misura: 53 contro il 32. Più combattuti gli altri scenari, a partire da Pavullo, il capoluogo del Frignano, dove la buona affermazione dell’ex sindaco Lenzini (911 preferenze per Forza Italia) ha portato la coalizione a sostegno di Fabbri oltre il 38%, a fronte del 44 di Bonaccini. Che è comunque risultato il più votato – con margini diversi – anche a Zocca (43,8 a 40,5), Guiglia (40,8 a 37,7) Fanano (48,8 a 37), Montese (48,2 a 38,2), Montefiorino (43,8 a 35,7), Polinago (48,1 a 40,6) e Riolunato (45 a 43). Lega e Forza Italia hanno invece avuto la meglio a Serramazzoni (42 a 37), Prignano (42,2 contro il 34,4) Sestola (47,7 a fronte del 41, trascinati dal leghista Tintorri che ha raccolto 807 preferenze), Pievepelago (46,6 a 39,5) e Fiumalbo (51 a 40).
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