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regionali 2014

Risorge la Lega Nord grazie al tandem Salvini-Fabbri

Risorge la Lega Nord grazie al tandem Salvini-Fabbri

Il movimento raccoglie il 18% e conquista un consigliere E l’elezione di Bargi apre le porte alla resa dei conti interna

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Il tandem Salvini-Fabbri ha fatto centro anche a Modena risollevando una Lega Nord che alle recenti elezioni comunali aveva toccato un risultato decisamente negativo. Pochi mesi dopo lo spirito del rinnovamento messo in atto dal leader Salvini ha fatto centro e la Lega Nord modenese conferma il consigliere con un 18,58% e 35mila 353 voti assoluti, contro le europee al 5,24% delle europee e 19.245. Rispetto a 5 anni fa un passo in avanti in termini percentuali ottenne il 15,53% con 53 mila 15 voti assoluti. Il consigliere in questione è il giovane Stefano Bargi da Sassuolo che così raccoglierà l’eredità di Mauro Manfredini, lo storico leader leghista recentemente scomparso.

Raggiante Alan Fabbri, il sindaco di Bondeno candidato presidente del centrodestra.

«Con queste elezioni siamo passati da una ‘mission possible’ a una ‘missione compiuta’» (la Lega in regione ha sfiorato il 20%).

«È stata una campagna difficile, faticosa e rischiosa, viste le aggressioni subite e il peso delle denunce fatte: in tre settimane abbiamo percorso 17mila chilometri. La gente ci ha premiato: siamo il secondo partito dell’Emilia Romagna, il primo in tanti comuni, tra cui la terremotata Finale Emilia, e questo ci dà forza e fiducia nel continuare con sempre maggiore convinzione le nostre battaglie. Il risultato raggiunto è frutto di un grande lavoro collettivo che, da Salvini ai militanti, ci ha portati e ci porterà nelle strade, nei luoghi dimenticati, in tour per l’intera Emilia Romagna». «La pattuglia dei consiglieri eletti della Lega Nord è fatta di gente giovane, capace e di esperienza. Faremo opposizione seria, organica e compatta».

E ancora «La forte astensione è un dato che deve interrogare tutta la politica, ma per il Pd - dopo lo ‘schiaffo’ politico ricevuto - ora nulla potrà più essere come prima».

Tuttavia nemmeno la Lega nord, vincitrice “Morale” di queste regionali 2014 in Emilia-Romagna, è riuscita a riportare al voto tutti gli elettori che in regione l'avevano scelta nel 2010. Mentre in alcune province (Ferrara, Ravenna, Rimini) il dato è praticamente in linea con quello del 2010, a Modena e Reggio Emilia, e in misura minore a Parma e Piacenza, il partito di Matteo Salvini non ha recuperato tutti i propri elettori rispetto alle precedenti regionali. Nel frattempo, il segretario provinciale della Lega a Modena, Riad Ghelfi, nonostante i voti non riconquistati ammette che «l'esito è stato molto migliore delle più rosee attese». Visto che «la concretezza del nostro programma» ha ottenuto «l'apprezzamento di settori ampi e trasversali della società civile e del mondo delle imprese», Ghelfi ora punta in alto e assicura che «queste elezioni sono solo una tappa di un percorso che deve avere come esito finale il rilancio non solo delle nostre terre ma dell'intero Paese». La segreteria modenese ricorda che il 25enne Stefano Bargi, il neo eletto leghista del territorio, ha incassato quasi duemila preferenze e che ad esempio Denis Zavatti, nella Bassa, ne ha raccolte più di 1.600 (Annibale Tintorri di Sestola ha toccato le 700). Insomma, ormai la Lega tiene il fiato sul collo al Pd: l'obiettivo è costruire un futuro «molto diverso dal presente renziano», assicura Ghelfi.

Ma le elezioni hanno anche sancito una silente resa dei conti nel partito. Non è un mistero che il segretario Riad Ghelfi, anche per ragioni di territorio, abbia appoggiato la corsa del compaesano Denis Zavatti. In compenso l’ala sassolese, che ha nell’ex vice-sindaco - Francesco Menani - il leader, ha sostenuto Stefano Bargi. Menani, con la vittoria del suo delfino, manda un messaggio chiaro al partito e si appresta a proporsi come segretario provinciale. Al suo fianco troverà il giovane mirandolese Guglielmo Golinelli, appena eletto in consiglio comunale (dal quale potrebbe presto dimettersi), che al contrario di tanti altri militanti della Bassa ha deciso di fare campagna per Bargi proprio in opposizione a Ghelfi e al suo staff.

E un post sui social lasciato da un simpatizzante è emblematico del clima che si respira nel Carroccio modenese: “Mai sfidare un cavallo da corsa con un ronzino” quasi a voler indicare come il tandem Ghelfi-Zavatti avesse poche qualità per fare la differenza.

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