Gazzetta di Modena

Modena

regionali 2014

Sette modenesi volano in Consiglio

Sette modenesi volano in Consiglio

Costi, Boschini, Serri e Sabattini sono la squadra del Pd Il Carroccio e la sorpresa Bargi. Aimi riconfermato

3 MINUTI DI LETTURA





Sei seggi erano sicuri, di cui tre certi al partito vincitore, scontato fosse il Pd. A questi si è aggiunto anche il quarto nome dei democratici, scattato col premio di maggioranza. Così, oltre a Stefano Bonaccini, in Assemblea Legislativa ci saranno sette modenesi.

È il quadro che ne esce dall’analisi del voto tutta modenese, che ribalta sulla nostra provincia l’andamento del voto di una domenica bestiale.

Partiamo, anche qui, dall’affluenza: sono andati alle urne in 207mila, 173mila persone in meno rispetto alle Europee di maggio. E nello stesso lasso di tempo il Pd in provincia ha perso 108mila voti. Il Movimento Cinquestelle ne ha persi 43mila, Forza Italia 26mila. E la Lega Nord ne ha guadagnati 16mila. Quello che in provincia di Modena è il partito meno organizzato e più diviso, fuori anche dal consiglio comunale del capoluogo, è stato premiato dal sentimento di protesta e da una campagna elettorale azzeccata: Salvini nei panni di Fabbri anche sui manifesti ha prodotto questo trascinamento che parte da un leader nazionale capace di condizionare positivamente i singoli territori di appartenenza. Per tutto il resto non c’è Mastercard - come reciterebbe un riuscitissimo slogan pubblicitario - ma piuttosto tanta delusione.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:foto-e-video:1.10376554:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/foto-e-video/2014/11/25/fotogalleria/fuga-di-ammoniaca-paura-a-savignano-1.10376554]]

In provincia di Modena la coalizione che sosteneva Bonaccini ha ottenuto il 51,67% con 98.316 voti. Il Pd ha raggiunto il 47,33% con 90.053 voti; Sinistra Ecologia e Libertà il 2,86% (5.458 voti), Emilia Romagna Civica 1,47% (2.805 voti). La coalizione di Alan Fabbri ha ottenuto il 27,73% (52.769 voti). La Lega Nord ha avuto il 18.58% con 35.353 voti; Forza Italia il 7,79% con 14.828 voti; Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale l’1,36% con 2588 voti. Il Movimento 5 Stelle il 14,28% con 27.174 voti; la lista L'Altra Emilia-Romagna il 2,93% con 5.592 voti. La lista Ncd -Udc-Emilia Romagna Popolare l’1,74% con 3.329 voti. Infine la lista Liberi Cittadini l'1,61% con 3.069 voti.

Un quadro che porta il Pd, nonostante i voti persi in termini assoluti, ad ottenere quattro consiglieri: Palma Costi prima per distacco come previsto, secondo Giuseppe Boschini come previsto, poi sono iniziate le sorprese: flop clamoroso di Enrico Campedelli, tonfo altrettanto importante per Luciano Vecchi. Ne approfittano Luciana Serri e Luca Sabattini.

Nonostante la debacle imbarazzante di Forza Italia, scatta il consigliere a Modena per il partito di Berlusconi, che porta in consiglio regionale Enrico Aimi, ancora una volta premiato dalle preferenze: nel 2010 ne aveva collezionate 9271, questa volta viene promosso con 2924 voti. Ne prende decisamente meno Andrea Galli, che si ferma a 1030.

Riesce nell’intento Giulia Gibertoni: il Movimento Cinquestelle voleva i cinque seggi e lei sarà della partita, questa volta senza sorprese come nel caso delle Europee. L’hanno votata 2992 persone, fa meglio di Giovanni Favia nel 2010 in termini assoluti, riuscendo a far scrivere il suo nome anche nella casella dei consiglieri, lei che era candidata presidente.

Nella Lega Nord sono lontani i tempi di Mauro Manfredini, recentemente scomparso, che nel 2010 era capace di prendere 7333 voti: sale, però, in consiglio regionale il giovane sassolese Stefano Bargi con 1845 preferenze, battendo allo sprint il rivale della vigilia Denis Zavatti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google