Cdc, futuro incerto per 316 lavoratori
Contratti di solidarietà e cassa integrazione fino a giugno 2015. Cgil: «Dopo quella data non capiamo cosa potrà accadere»
La grave crisi che da anni investe il settore delle costruzioni non risparmia nemmeno le grandi realtà con centinaia di dipendenti. È il caso della Cdc, sigla che sta per Cooperativa di Costruzioni, azienda di via Repubblica Val Taro a Modena, che si occupa di edilizia a tutto tondo: dal ramo residenziale a quella ospedaliera, sportiva, fino all’ingegneria ambientale.
La cooperativa ha da poco siglato un accordo con i sindacati che prevede una copertura con ammortizzatori sociali, per tutti i 316 dipendenti, fino a giugno del 2015. La Cdc è un’azienda del settore delle costruzioni fra le più conosciute anche in ambito nazionale e logicamente è molto nota a Modena, dove è coinvolta in molti dei progetti locali più importanti. Cdc fa parte della cordata di costruttori del grande parcheggio Novi Park, l’area di via Berengario che sorge al Foro Boario. La Cooperativa di Costruzioni è legata anche al cantiere Sant’Agostino, una delle più importanti commesse della provincia per 43 milioni di euro. Ed è proprio su questi progetti, che prevedono la partecipazione del settore pubblico e di quello privato insieme, che la Cdc conta per tirare un sospiro di sollievo rispetto alla forte crisi del mercato dei privati. «La cooperativa ha ammortizzatori sociali che coprono il primo semestre del 2015. – spiega Marcello Beccati, di Fillea Cgil - La valutazione che si sta facendo insieme alla cooperativa, con la quale abbiamo incontri che stanno diventando settimanali, è se gli ammortizzatori siano sufficienti per la dimensioni. Principalmente si tratta di contratti di solidarietà e cassa integrazione. Impiegati e operai del comparto prefabbricati hanno il contratto di solidarietà, gli altri sono in cassa integrazione ordinaria per cantiere. La crisi è quella di tutto il mondo edile, non solo di questa cooperativa, oggettivamente sovrastrutturata rispetto al mercato attuale. E tutti i 316 dipendenti, senza distinzioni, sono interessati dagli ammortizzatori sociali. Non siamo in grado di capire quale futuro attenda tutti questi lavoratori dopo il 30 giugno. E questo vale non solo per Cdc ma per tutto il settore delle cooperative di costruzioni. A livello regionale si è aperta una trattativa tra Regione, Lega sociale delle cooperative e sindacati per discutere del mondo cooperativo delle costruzioni: negli ultimi sette anni il comparto ha perso oltre il 50%. Oltre l’80% delle aziende edili a Modena è interessato da ammortizzatori sociali». La Cdc nel 2008 ha raggiunto i cento anni di lavoro: «ora si punta su commesse quali Novi Park e Sant’Agostino per rilanciare il suo futuro» conclude Beccati.
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