A Modena, la lezione di Stallman guru del software libero
Geniale ed istrionico, ha invitato a diffidare dei programmi regalati alle scuole Incontro unico in Italia e tenuto segreto: solo 400 persone nell’aula magna
Diffidare dei programmi per computer regalati alle scuole, che suonano un po’ come le sigarette elargite ai bambini. Di quei programmi a pagamento i giovani diverranno schiavi, controllati dal grande fratello che oggi si serve della “rete”.
È nella sostanza uno dei messaggi dissacranti e dirompenti che Richard Stallman ha dispensato ad almeno 400 persone entusiaste di trovarsi davanti ad uno dei guru mondiali della rivoluzione chiamata internet. Una rivoluzione nella rivoluzione, quella di Stallman, programmatore geniale e istrionico, che oggi però si batte per una libertà nuova e mondiale, quella del software.
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I 400 beneficiari di una lezione diversa e assoluta per l'Italia lunedì sera erano tutti accalcati nell’aula magna del dipartimento di Matematica, dove è andato in scena un evento probabilmente irripetibile. E tenuto segreto: se si fosse saputo che un personaggio di quello spessore era in Italia, a Modena, probabilmente non sarebbe bastata un'aula dell’ateneo.
Ne è comunque scaturito uno spettacolo, di parole rigorosamente in americano, e di gags, con questo docente sessantenne che si è calato sul capo un'aureola di ironica santità e in un battibaleno ha innescato un'asta per finanziare la sua battaglia nel mondo, semplicemente mettendo in vendita un pupazzo di Gnu, l'animale che è un po' il simbolo di quella battaglia. Così, pur di avere quel pupazzo, c'è chi ha sganciato 130 euro, ma il gioco poteva benissimo continuare.
Stallman ha messo sul chi va là anche rispetto ai programmi open source, che servono in realtà a testare e controllare il potenziale “cliente”, e parimenti sui programmi che si installano sui cellulari, buoni a conoscere spostamenti ed abitudini delle persone. Così nelle scuole Stallman vorrebbe si insegnasse esclusivamente software libero, per usare il potenziale educativo a favore del bene, che poi vuol dire libertà, alla interazione basata sul dono. Come nei programmi: perché internet sia davvero una rivoluzione a favore dell'umanità, i programmi devono essere liberi, scambiabili. Stallman, che diede avvio al movimento del software libero negli anni Ottanta e creò nell'83 Gnu, con l'intento di creare un sistema operativo completamente accessibile, ha raccontato dei rapporti tra gli Stati e i padroni del web, in una appassionata disamina dei rischi di un sistema che lui stesso ha combattuto ormai da tanti anni, fin da quando decriptava le chiavi di accesso ai programmi, facendole segretamente avere ai beneficiari. Uno spettacolo e una grande lezione di critica, che i 400 di Modena difficilmente dimenticheranno.
Alberto Setti
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