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Precari modenesi: una storica sentenza per cambiare vita

di Vincenzo Brancatisano
Precari modenesi: una storica sentenza per cambiare vita

Corte di Giustizia di Lussemburgo  boccia lo Stato Centinaia di ricorsi per richiedere la modifica del contratto

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Precari della scuola: una sentenza storica. È quella che la Corte di Giustizia di Lussemburgo ha pronunciata al culmine di una lunga vertenza giudiziaria avviata da un gruppo di precari della scuola contro la presunta illegittimità dei contratti a termine. La sentenza è giunta ieri per le 9.30ed è stata medesima positiva per i lavoratori, alla luce della perentoria requisitoria dell'avvocato generale, Maciej Szpunar, tutta a vantaggio dei lavoratori, e della presa di posizione della Commissione europea che ha pure aperto una procedura d'infrazione contro lo Stato italiano. La  clamorosa soccombenza dello Stato è peraltro ravvisabile nelle stesse “Linee guida sulla buona scuola” redatte dal governo Renzi, nelle quali il premier ammette le precise responsabilità del ministero datore di lavoro. Da qui il contestuale annuncio di un piano di stabilizzazioni per 148.000 docenti precari inseriti nelle graduatorie.

«La sentenza della Corte di Giustizia, rappresenterà una pietra miliare nella lotta contro lo sfruttamento e la precarizzazione di tutti i rapporti di lavoro», spiega l'avvocato Walter Miceli, uno dei legali protagonisti della vertenza giudiziaria. Anche i giudici modenesi, al pari di quelli di tutt'Italia, sono in attesa della sentenza. Sono infatti centinaia i ricorsi depositati in questi ultimi anni solo presso il Tribunale di Modena sezione lavoro da parte di insegnanti e Ata, per vedere trasformato in contratto a tempo indeterminato il proprio contratto a termine ripetuto negli anni nonché il risarcimento dei danni e la ricostruzione della carriera con conseguente corresponsione delle differenze stipendiali maturate e mai corrisposte.

Molti processi sono stati già vinti a Modena in primo grado. Altri sono in appello a Bologna, altri ancora sono in corso. In tutti i casi i giudici hanno deciso di sospendere le cause in attesa della decisione Ue. E stando a quanto abbiamo appreso presso alcuni giudici del lavoro, le sentenze interpretative della Corte di Lussemburgo sono vincolanti per i giudici nazionali i quali dovranno uniformarsi al diritto comunitario, pena la responsabilità civile per colpa grave. Nonostante l'apparente indifferenza sul tema, dimostrata dal governo, la gravità delle conseguenze è estrema. Si parla di oltre 3 milardi di euro di sanzioni per lo Stato, reo di avere violato, come datore di lavoro, il "Principio comunitario di non discriminazione" tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni ma anche di una somma ancora incommensurabile da versare ai lavoratori della scuola che hanno chiesto di essere risarciti. Non è solo la scuola a essere interessata dalla sentenza. La sentenza odierna sarà efficace per tutto il settore pubblico, se si deciderà di far causa, con un terremoto dalla proporzioni bibliche che colpirà ogni settore dove si annida il fenomeno della reiterazione dei contratti a termine: scuole e uffici comunali, asili e scuola infanzia comunali, Province, Regioni, ospedali, università, Asl, Vigili del Fuoco e tanti altri.

Centinaia di migliaia di precari con almeno 36 mesi di servizio potranno essere assunti a tempo indeterminato e in aggiunta (o in alternativa, dipende dal dispositivo) lautamente risarciti.

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