Sfida sulle intercettazioni
Il processo a Tagliazucchi ex capo ufficio tecnico comunale
SERRAMAZZONI. Sarà battaglia di intercettazioni nel processo Tagliazucchi, l'ex responsabile dell'Ufficio tecnico di Serramazzoni arrestato il 27 giugno 2012 dalla Guardia di Finanza mentre intascava una bustarella. Nella precedente udienza la sua difesa, affidata all'avvocato Roberto Ghini, aveva chiesto l'acquisizione di una serie di conversazioni che a suo giudizio avrebbero evidenziato come il tecnico non fosse responsabile di concussione ma vittima di un episodio di corruzione. Un capovolgimento dell'accusa insomma, ai danni della persona che, collaborando con la Finanza, ha condotto al suo arresto e si è costituita parte civile a processo. E da qui nell'udienza di ieri è arrivata la controffensiva, con la richiesta, da parte dell'avvocato Fabrizio Canuri di ammettere a processo altre due intercettazioni ambientali, la 385 e la 391: «Si tratta – ha spiegato il legale in udienza – di conversazioni in auto di Tagliazucchi con una sua collaboratrice all'ufficio tecnico (dimessasi da alcune settimane per tornare a Vignola) che finora non sono state trascritte, ma contengono elementi importanti. In particolare, Tagliazucchi fa riferimento a due persone che nell'ambito delle loro pratiche edilizie non sono disposte a fare certe cose. E il capo tecnico fa capire chiaramente che in quel caso è in grado di ostacolare l'ottenimento dei permessi». A margine dell'udienza il legale ha poi spiegato che nella conversazione Tagliazucchi rimarcherebbe con forza il raggiungimento in Comune di una grande posizione di potere, tale insomma da poter fare il bello e il cattivo tempo. Secondo la parte civile quindi l'atteggiamento nei confronti di queste persone è sintomatico di un modus operandi che si sarebbe riproposto anche con chi poi avrebbe collaborato con la giustizia permettendo ai finanzieri di sorprenderlo nel cortile della chiesa di Ospitaletto. Alla richiesta di mettere nero su bianco queste due nuove conversazioni si sono associati sia il Comune di Serra, attraverso l'avvocato di parte civile Di Credico, che il pm Natalini. Quest'ultima ha fatto invece alcune puntualizzazioni sulla serie di trascrizioni chieste dalla difesa di Tagliazucchi, mettendo in luce come si tratti in alcuni casi di converazioni dispersive con lunghi vuoti: «Come servitore dello Stato – ha detto - mi chiedo se sia opportuno impegnare tempo e risorse per questo». Si è quindi parlato della possibilità di chiedere all'avvocato Ghini una cernita dei dialoghi considerati effettivamente utili, ma visto che lui ieri non è potuto essere presente in aula, la cosa avrebbe comportato un ulteriore rinvio. Al che il pm, pur restando le perplessità, ha dichiarato la sua non opposizione all'ammissione. Il Collegio, presieduto da Pier Luigi di Bari, ha quindi dato il via libera alle trascrizioni chieste sia dall'avvocato Ghini che da Canuri, nominando il perito, che per procedere avrà 90 giorni di tempo a partire dal 1° dicembre. Sono state poi fissate le nuove udienze: il 30 giugno 2015 e il 7 luglio. Nella prima, verranno sentiti tutti testi del pm. Nella seconda è previsto l'esame dell'imputato e quello di una decina di tesi della difesa.
Daniele Montanari
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