Spiano i loro dipendenti: stangata per due baristi
Spilamberto. Controlli dei carabinieri per prevenire il lavoro nero nei locali serali Scoperti 7 irregolari e 34mila euro di multa a due ristoratori per le telecamere
SPILAMBERTO. Per prevenire furti notturni, ma anche per controllare le consumazioni dei clienti e che tutto filasse liscio all’interno del loro locale, due imprenditori avevano installato sistemi di allarme con annesse telecamere a circuito chiuso che inquadravano il bancone di servizio. Un’operazione illecita che ha portato i carabinieri di Spilamberto a multare due ristoratori: 34mila euro a testa a cui si sommano 1200 euro di ammende. Le riprese erano funzionali ad un controllo preventivo, non è stato possibile accertare se l’obiettivo fosse anche quello di prevenire eventuali ammanchi di cassa ma la strategia si configura come una tutela irregolare se non comunicata, come effettivamente non è avvenuto, all’Inps.
La scoperta delle telecamere necessarie a “spiare” dipendenti e clienti è avvenuta durante un controllo ad ampio raggio messo in campo dai militari della stazione di Spilamberto in collaborazione con la polizia municipale. L’obiettivo era quello di verificare se nei tanti locali gestiti da stranieri fossero impiegati dipendenti con un regolare contratto di lavoro oppure se lo sfruttamento del lavoro nero fosse ancora una triste prassi. E dai dati emersi e diffusi dagli inquirenti lo scenario è sconfortante con ben cinque locali, tra bar e pizzerie, fuorilegge.
«Si tratta in particolare - spiega una nota della Compagnia di Modena - di un primo bar in cui due lavoratori su tre sono risultati in nero; un secondo bar in cui i lavoratori in nero erano 2 su 5 ed una pizzeria in cui la quota in nero era di tre su cinque». In sostanza su 13 operatori scoperti a lavorare dietro al bancone addirittura sette non avevano i crismi per poterlo fare.
E a quel punto non solo sono scattate le sanzioni, ma si è provveduto alle pene accessorie. Laddove si trovi più del 20 per cento di dipendenti irregolari, infatti, i carabinieri devono notificare la “sospensione dell’attività commerciale”. La serranda quindi resta abbassata almeno fino a quando non avviene la regolarizzazione dei dipendenti con i relativi versamenti previdenziali e assicurativi. Due ristoratori, per evitare di perdere clienti e di vedersi bloccata l’attività, hanno sistemato la questione in meno di 24 ore, dimostrando di avere una disponibilità economica piuttosto sostanziosa. Discorso opposto per il terzo barista che invece ha lasciato trascorrere il tempo “bonus” ed oltre a dover cessare momentaneamente il lavoro è stato anche multato di altri 1800 euro. Per lui, infine, è scattata una denuncia alla procura con l’accusa di impiego di manodopera in nero. Solo quando pagherà i debiti potrà riaprire, ma dovrà comunque presentarsi davanti al giudice.
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