«Un presidio contro la mafia»
Fiorano. Il sindaco Tosi: «Istituzionale e civico dovrebbe essere un osservatorio anti infiltrazioni»
FIORANO. Un “Festival anti-mafia” nel comprensorio. È la proposta che il sindaco Francesco Tosi ha rilanciato nei giorni scorsi intervenendo sul tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata in questi territori. E' un tema che Fiorano porta avanti da diversi anni con accresciuta consapevolezza. L'amministrazione ha tenuto monitorato il fenomeno e nel 2012 la visita a Casa Corsini di Giovanni Tizian ha aperto gli occhi a molti cittadini. «Sono ormai molti anni purtroppo che indagini ufficiali ed anche i semplici fatti di cronaca ci segnalano una forte presenza della malavita organizzata presso i nostri territori – spiega Francesco Tosi - con strisciante danno per la solidità del nostro tessuto sociale, economico e dei valori che vi sottostanno. La prima importante opera di contrasto alla criminalità organizzata è una grande operazione-verità di sensibilizzazione ed emersione del fenomeno, perché nell’ignoranza e nel silenzio proliferano gli interessi dell’illegalità e del profitto “facile” a scapito delle regole. Il secondo importante intervento, dovrebbe essere quello di organizzare un presidio istituzionale e civico di lotta alle mafie, in collaborazione con le associazioni e gli enti che lavorano nell’ambito, per costituire un osservatorio permanente delle problematiche connesse alle infiltrazioni mafiose nei nostri territori, in modo da supportare sul piano della consapevolezza e delle buone pratiche le forze dell’ordine che operativamente hanno il compito di indagine e contrasto effettivo all’illegalità. Una sorta di “festival” annuale contro le mafie è certamente un evento simbolico da portare all’attenzione di tutte le municipalità circostanti, affinché la collaborazione sia massima soprattutto su questi temi, convinti che solo una larga azione congiunta che parta da scuola e cultura e che pervada ogni procedura e pratica amministrativa possa rappresentare un contributo decisivo all’obiettivo da raggiungere». «Nella logica di attenzione e distanza dai rischi che la crisi aggiunge alla già accertata presenza mafiosa – continua Tosi - si dovranno rifiutare quelle pratiche, di per sé legali ma incerte, come gli appalti al massimo ribasso, che favoriscono senza dubbio coloro che si muovono al confine delle regole e che usano la leva economica come arma di radicamento territoriale, specie nel campo edilizio. Lo stesso mercato delle droghe continua in Italia, ad interessare una fetta piuttosto consistente della popolazione. Davanti ad una piaga del genere, abbiamo tutti il compito di ricercare altre strade (politiche e di buonsenso) che possano permettere da un lato la necessaria tutela della salute pubblica, dall’altro di cercare di bloccare gli straordinari profitti che ricavano le mafie del narcotraffico in Italia, in Europa, nel mondo».
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