Cercansi spazi per il Museo della Meccanica
Nella riqualificazione della zona non può mancare un riferimento alla storia dei luoghi
Nel 2003 in occasione del 50° anniversario della fondazione del Villaggio Artigiano, un gruppo di cittadini e artigiani aveva proposto di costruire al Villaggio Artigiano, un Museo della Civiltà Meccanica.
Documenti, foto, interviste, libri e diari, dovevano raccontare la storia della meccanica modenese, non delle grandi officine, delle fonderie, delle auto da competizione e dei trattori. Ma degli artigiani, tornitori, carrozzai, falegnami, fresatori, fonditori. Ingegneri senza laurea, inventori senza brevetto, che collaborando e scambiandosi le esperienze tra officine vicine, hanno fatto grande la storia artigiana della nostra città.
Molti artigiani avevano già preparato antichi attrezzi, pezzi e macchine utensili che spesso loro stessi avevano costruito.
La proposta si è poi sviluppata verso una direzione diversa.
E' nata Officina Emilia un'iniziativa culturale dell'Università di Modena e Reggio con il coinvolgimento della Camera di Commercio. Un'Officina evocativa delle lavorazioni meccaniche, un museo-laboratorio, nel quale potersi interrogare sul funzionamento delle tecnologie meccaniche e sulle forme organizzative della produzione. In dieci anni nei capannoni di via Tito Livio, sono stati coinvolti molti studenti e cittadini. Il 1° ottobre Officina Emilia purtroppo ha chiuso.
Il Museo della Civiltà Meccanica del Villaggio Artigiano potrebbe diventare l’erede di quella esperienza e potrebbe essere ora riproposto nell’ambito del recupero dell’area post ferroviaria, facendo tesoro dell'esperienza di Officina Emilia. Potrebbero essere coinvolti artigiani e operai in pensione con la possibilità di un contatto interattivo diretto con le officine. Un museo praticamente a cielo aperto. Un'esperienza che era già stato fatto da Officina Emilia agli inizi con visite guidate da ex operai, degli studenti a laboratori artigiani. La sede del Museo potrebbe essere un capannone del Villaggio e dovrà rientrare nel progetto di ristrutturazione urbanistico del pezzo di città tra la Via Emilia e la ex Ferrovia. Raggiungibile a piedi dagli studenti di 15 istituti scolastici. È l'occasione perché l'Amministrazione e l'Università ripensino a questo progetto, quando il treno non passerà più vicino alle botteghe e alle officine e si apriranno porte e finestre a tutta la città.
Non dobbiamo perdere anche questo treno ultima occasione, evitando che vada disperso un patrimonio culturale preziosismo.
Beppe Manni
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