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Check up minuziosi con le telecamere

Check up minuziosi con le telecamere

«Per il crocifisso di San Nicolò a Carpi ci permette, ad esempio, di comprendere le ridipinture»

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Al momento della visita della Gazzetta, pochi giorni fa, sottoposti alle cure delle restauratrici provenienti da ogni parte d'Italia e di Agnese Lodi, una studiosa di Cavezzo che si occupa di inserire i dati nel data base ministeriale, c'erano preziosi tessuti, statue e un crocifisso. «Per questo grosso crocefisso - spiegano Martina Freschi e Martina - proveniente dalla chiesa di San Nicolò di Cortile di Carpi dobbiamo analizzare con una telecamera l'intera superficie per comprendere le varie ridipinture cui l'opera è stata sottoposta nel corso dei secoli. Dobbiamo anche togliere la polvere che alla lunga con l'umidità danneggi il legno». Al banco dei tessuti ci sono Azeglia Lombardi e Maria Stragapede: «Stiamo analizzando - spiegano - preziosi tessuti antichi della chiesa di San Francesco di Mirandola che sono stati oltre un anno esposti alle intemperie sotto dieci metri di macerie perché il campanile purtroppo crollò sugli armadi dove erano conservati. Laviamo tutto con acqua deionizzata e in parte abbiamo dovuto sfoderare». Su un altro banco del salone di lavoro ci sono alcune statue ottocentesche realizzate dallo sculture Forti, opere della parrocchiale di Fossoli di Carpi, mentre poco lontano c'è un dipinto strappato in più punti. Una delle opere più deteriorate, insieme al Guercino di Sant'Agostino di Ferrara che nel frattempo è partito per il restauro: «Si tratta del quadro - spiegano Agnese Lodi, Cristina Catanzaro e Laura Tocci - colpito da quelli che possiamo definire i guai tipici. Si tratta di una Madonna con sante che era nella chiesa di S.Giacomo Roncole di Mirandola e dopo la messa in sicurezza che stiamo effettuando dovrà essere restaurato. È certo pieno di strappi lunghi e verticali e buchi, senz'altro vi sono caduti sopra calcinacci, ma in ogni caso anche questo potrà essere recuperato. Basta infatti vedere com'era ridotto a brandelli il San Francesco di Guercino che era a Sant'Agostino ferrarese, e vedere com'è dopo il primo recupero per essere ottimisti». A pochi passi da dove lavora il personale ci sono molti saloni e stanze affrescate che fungono da depositi: tutto è ben ordinato, praticamente ogni opera è ormai messa in sicurezza ed è ricoperta dal pluriball in attesa del restauro. Finora i restauri veri e propri già iniziati sono una ventina.

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