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L'ALLARME

Studio Confcommercio Eurisko: "Modena si sente insicura: troppi furti e rapine"

di Gabriele Farina
Studio Confcommercio Eurisko: "Modena si sente insicura: troppi furti e rapine"

Sei su dieci parlano di boom dall’inizio della crisi, uno su due ha installato telecamere ed allarme, poche forze dell’ordine

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Più insicura per furti, abusivismo e rapine. È la fotografia di Modena scattata da un’indagine di Confcommercio e Gfk Eurisko. L’analisi ha preso in esame un campione rappresentativo di imprenditori della nostra provincia. L’oggetto è la misura dei livelli percepiti dal 2008 allo scorso anno. I dati rappresentano una conferma del ventesimo posto attribuito la scorsa settimana da Il Sole 24 Ore alla nostra città sul tema.

CRESCONO I TIMORI Sei intervistati su dieci (60%) percepiscono che la sicurezza a Modena è diminuita dall’inizio della crisi. Un dato superiore al 59% dell’Emilia Romagna, al 56% di Bologna e alla media nazionale, dove la percentuale si attesta al 47%. Il crimine più avvertito è quello dei furti, sentito da tre intervistati su quattro (75%). Un po’ meglio di quanto accade in Regione (76%), ma peggio di Bologna (74%) e dell’Italia in genere (68%).

Al secondo posto l’ampio tema dell’abusivismo (60%), con una differenza significativa dalla media nazionale (55%) e scostamenti anche dall’Emilia Romagna (56%) e dai felsinei (57%). Terze le rapine (54%), con valori superiori a Bologna (52%) e alla media nazionale (50%), ma inferiori all’Emilia Romagna (56%). Minore l’apprensione, pur presente, per usura, tangenti negli appalti ed estorsioni.

PIÙ VIOLENZE, MENO CUPOLA Un intervistato su dieci ha raccontato di avere avuto esperienze dirette o indirette con il mondo criminale. Stesso valore registrato a Bologna, mentre c’è una differenza con le medie regionali (11%) e nazionali (15%). In oltre un caso su due (51%, ma il dato è regionale) i “contatti” erano delinquenti comuni, mentre in circa uno su sei (16%) si trattava di criminalità organizzata. Molto significative le differenze con la media nazionale, in cui le percentuali si attestano rispettivamente al 40% e al 25%. In Emilia Romagna si sono registrati maggiori danneggiamenti (41% contro il 35%) e più violenze (12% contro il 7%) rispetto alla media nazionale. Sono invece minori le pressioni psicologiche (49% vs. 59%), effettuate con telefonate (15% vs. 27%) e visite (36% vs. 39%). Alla richiesta di estorsioni gli imprenditori emiliani appaiono più immuni (63% di rifiuto contro il 60%), anche se dopo diverse intimidazioni il 17% ha detto di aver ceduto (come nel resto d’Italia).

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TELECAMERE A RAFFICA Oltre un intervistato su due (il 55%) a Modena ha detto di aver intrapreso almeno un’azione di protezione. In Italia la percentuale è del 50%. Le misure più adottate sono telecamere o impianti d’allarme (42%) e assicurazioni (28%), con differenze notevoli da quanto accade in Regione (35% vs. 25%) e in Italia (34% vs. 22%). Da oltre sei su dieci sono ritenute misure efficaci avere una maggiore protezione territoriale delle forze dell’ordine (69% contro il 64% dell’Italia) e infliggere pene più certe (64% contro il 58% nazionale).

Gli intervistati denunciano maggiori presenze di attività abusive (52%), nomadi (48%), tossicodipendenti (25%), spacciatori (20%) e prostitute (10%) rispetto le medie nazionali (47%, 35%, 18%, 14% e 7%). Altra differenza significativa per i furti di merce esposta: 64% di taccheggio a Modena contro il 55% in Italia.

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