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E tra i campi e la ferrovia sorse il Villaggio Artigiano

di Beppe Manni
E tra i campi e la ferrovia sorse il Villaggio Artigiano

Le rotaie arrivarono nel bel mezzo della campagna alle porte della città Poi l’intuizione di Corassori: acquistò 20 ettari per aiutare chi era senza lavoro

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Dopo 155 anni, la notte del 30 novembre il treno correrà per l'ultima volta nella tratta Marzaglia stazione Grande di Modena. La città si ricongiunge con la periferia. A metà dell'800 in verità la strada ferrata correva in mezzo ai campi e la Madonnina era poco più che una borgata.

Oggi è un'importante occasione per ridisegnare in modo intelligente questo territorio e non cadere ancora una volta nelle tentazioni eccessivamente urbanizzatrici. Cosa fare del cavalca ferrovia, del vecchio tracciato ferroviario, come collegare di due pezzi di città, come recuperare la facciata monumentale del cimitero. Del vecchio e glorioso Villaggio Artigiano di Modena Ovest. È una bella sfida per la città del futuro.

Qui nel 1953 Alfeo Corassori un sindaco amante della sua gente e della sua città comprò 20 ettari di terreno agricolo tra la ferrovia e l'autodromo, lo lottizzò e offrì a 100 artigiani la possibilità di aprire un'azienda. Erano operai licenziati dalle grandi fabbriche cittadine, spesso per motivi sindacali, ex contadini che abbandonavano la campagna per diventare piccoli artigiani. Erano giovani poco più che ventenni che avevano coraggio, competenze e un sogno. Per imparare sono andati all'università meccanica di Modena: l'Istituto Corni. Sono nate cento officine che hanno dato inizio alla fortuna della meccanica cittadina. Per ricordare solo qualche nome Camurri e Bezzi, Salami, Dondi, Fiandri e Malagoli, Caprari, Coop Fonditori, Cooptip, Carrozzeria Autodromo, Panini. Inventando. Hanno costruito motori e carrozzerie, pezzi di ricambio. Ma c'erano anche fonderie, falegnamerie, tipografie, maglifici e confezioni.

L'assessore Daniele Sitta nel 2010 aveva coinvolti cittadini, artigiani, architetti, per riprogettare insieme questo pezzo di periferia che doveva nascere dopo la dismissione della ferrovia. Poi non se ne è più parlato. La sua proposta aveva suscitato entusiasmo e coinvolto molta gente. Prevedeva: 'Interventi di conservazione'; 'Interventi di trasformazione conservativa'; 'Interventi di sostituzione'. Cioè si voleva 'conservare' alcune antiche officine; ristrutturare capannoni storici. Ma anche costruire punti di ritrovo, sale per incontri, parchi e botteghe artigiane creative. All'interno del Villaggio molte aziende sono state chiuse, altre hanno traslocato, molti capannoni abbandonati. Sotto un'apparente uguaglianza strutturale, antiche aziende si sono aggiornate, si sono insediate altre ditte. Convivono insieme ancora qualche fabbro, un falegname, un meccanico da biciclette insieme a modernissime aziende legate all'informatica. Si dovrà tenere conto di tutto questo nella ristrutturazione urbanistica del Villaggio, ma anche dell'abbandono nel quale è stato lasciato.

C'era una volta...un Centro Civico punto di incontri e iniziative, una palestra, una mensa, una biblioteca e una chiesetta in Via E. Po centro laico di iniziative culturali e aggregazione. Tutto è stato impietosamente cancellato. Non è rimasto nessun punto di riferimento se non una pizzeria un bar, qualche negozio, e alla periferia sulla via Emilia la scuola elementare e un centro per anziani. Un parchetto striminzito. Mentre ai margini del Villaggio nasceva un centro commerciale, un nuovo Villaggetto artigiano, una polisportiva, il polo scolastico Leonardo, la grande chiesa di Gesù Redentore; il Tric e Trac per il riciclaggio e il riuso degli oggetti ecc. Il Villaggio Artigiano e i suoi antichi capannoni, morivano. La sua nobile e gloria storia non va dimenticata e specialmente non deve essere violentata cancellandone la memoria artigianale e imprenditoriale. È un'occasione di ricostruire ristrutturando, di progettare pensando ai cittadini che vi abiteranno. Coinvolgendo nella progettazione cittadini e artigiani, per sperimentare un nuovo modo di costruire pezzi di città.

La storia degli artigiani del Villaggio può darci utili suggerimenti per avere qualche luce nel buio dell'attuale crisi lavorativa.

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