Gazzetta di Modena

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REGIONALI 2014

Il mea culpa del Pd: «Tornare tra la base per confrontarci»

di Marcello Radighieri
Luca Sabattini, Palma Costi, Giuseppe Boschini e  Luciana Serri sono i nuovi consiglieri regionali del Partito Democratico in questo video si presentano e spiegano i loro progetti per aiutare il territorio modenese durante il mandato nell'assemblea legislativa regionale. Video di Gino Esposito
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Luca Sabattini, Palma Costi, Giuseppe Boschini e  Luciana Serri sono i nuovi consiglieri regionali del Partito Democratico in questo video si presentano e spiegano i loro progetti per aiutare il territorio modenese durante il mandato nell'assemblea legislativa regionale. Video di Gino Esposito

I quattro consiglieri eletti presentano i loro programmi ma a tenere banco è l’astensionismo che ha colpito il partito

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Priorità: lavoro. A poche ore dall’ufficializzazione dell’esito elettorale, digerita una vittoria “macchiata” da un’astensione record, i neo-consiglieri Pd presentano le priorità della nuova legislatura.

E per i quattro eletti nella circoscrizione modenese -Palma Costi, Luca Sabattini, Giuseppe Boschini e Luciana Serri – non ci sono dubbi: prima di tutto bisogna pensare all’occupazione.

«Soprattutto – spiega Boschini – è urgente concentrarsi sui giovani». E, in modo particolare a quell’esercito di ragazzi – uno su tre stando ai dati riportati dall’ex vicesindaco - che non studia e non lavora. «Credo che la Regione, che ha competenze specifiche sui temi della formazione, del lavoro, dell’università e della scuola, debba partire da qui».

Una strada maestra, continua Boschini, non solo per il nostro territorio, ma per l’interno Paese.

«Penso che l’Emilia Romagna debba essere al centro, anzi capofila dell’agenda di innovazione che il paese sta portando avanti». Gli fa eco Palma Costi, già consigliere regionale nella passata legislatura – nell’ultimo biennio ha ricoperto anche la carica di presidente dell’assemblea.

Il “totonomi” la indica come possibile assessore alle infrastrutture – lei, da parte sua, è «a disposizione», anche se premette che si tratta di «una scelta che compete unicamente a Bonaccini». Anche per la Costi, in ogni caso, quello dell’occupazione è «uno dei due grandi temi che i cittadini si aspettano da noi». E allora «il mio impegno sarà perché tutte le politiche della Regione possano mantenere e creare buoni posti di lavoro», tanto per i giovani quanto per chi è rimasto a casa durante la crisi. Ma nell’agenda dei parlamentari Pd finiscono necessariamente anche altre questioni.

Dalla ricostruzione post-sisma alla sanità, dall’agroalimentare alla sicurezza idrogeologica. Fino ad arrivare all’innovazione, vera e propria bandiera di Luca Sabattini – 36 anni, new entry di viale Aldo Moro.

«In questi 30 giorni di campagna elettorale – spiega – ho conosciuto tanti giovani e tante start-up che hanno bisogno di un interlocutore in Regione. Spero di poterlo essere e di portare un po’ di freschezza e d’innovazione» in Assemblea. Ma l’occasione è buona anche per tracciare un primo bilancio dell’esito elettorale.

Che, se da una parte regala soddisfazione per la scelta di 4 consiglieri modenesi, dall’altro non può che destare preoccupazione vista la scarsissima affluenza - la «principale preoccupazione» di Lucia Bursi, segretario regionale del partito.

«Il Pd – spiega – deve comprendere appieno questo dato». E la Costi, da parte sua, non può che essere d’accordo. «Il Partito Democratico ha la principale responsabilità di comprendere cosa è successo. Questa volta dovremo fare un’analisi molto seria ed approfondita, non bastano due battute da talk show».

Certo, pesa l’essere andati al voto senza le altre regioni e la conseguente copertura mediatica nazionale. E, soprattutto per l’elettorato di centrosinistra, incide il disorientamento seguito alle dimissioni di Errani e all’incerta reazione della classe dirigente Democratica. Ancora, non può essere ignorata la disaffezione provocata dall’inchiesta “Spese pazze” – che pone, secondo Boschini, la necessità di gesti simbolici votati alla sobrietà, «di stare un metro indietro alla linea bianca», nonostante parecchie misure in merito siano già state adottate dalla passata legislatura, come ricordato da Bursi e Costi. Ma, a sentire proprio quest’ultima, a gravare sull’emorragia di voti che ha colpito il Pd ci sarebbe anche un altro problema, legato alla forma del partito.

«Dobbiamo aprire una riflessione seria. L’eccessiva personalizzazione rischia di mettere in secondo piano il tessuto di militanza che ci ha sempre contraddistinto. Dobbiamo tornare ai circoli, ridare alla base dei luoghi di confronto».

Se ne riparlerà alla direzione provinciale in agenda per martedì 2 dicembre alle 20.45, Nel corso della quale qualche malumore dovrebbe uscire allo scoperto. Ma sulla lista non ci sono rimpianti, assicura bursi: "vecchi era uscente alla pari di altri, tutti sono stati valutati nel corso del giro dei circoli.

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