Gazzetta di Modena

Modena

Il soprintendente: «Un lavoro difficile che durerà anni»

Il soprintendente: «Un lavoro difficile che durerà anni»

Casciu: «E a primavera ospiteremo una grande mostra con 300 opere del periodo Estense mai esposte al pubblico»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSUOLO. Non ci sono solo previsioni su una lunga attività, almeno una decina d'anni, del centro di restauro al piano terra, ma anche novità al piano nobile di Palazzo Ducale. Qui, a fianco della parte straordinariamente affrescata nel '600, sarà realizzata una sorta di nuovo museo con le opere dei depositi della Galleria Estense. «Alla riapertura stabile del palazzo a marzo dopo la consueta pausa invernale - spiega il soprintendente Stefano Casciu - i visitatori avranno la possibilità di vedere in questo luogo 300 tra quadri e sculture provenienti da Modena. Sono in genere opere mai viste perché conservate nei nostri depositi modenesi di Palazzo Coccapani in corso Vittorio Emanuele che ora abbiamo deciso di rendere fruibili. Non si tratterà di un vero e proprio museo, ma di una collection studies come avviene nel mondo anglosassone: i quadri saranno appesi lungo le pareti in ordine cronologico. In questo modo completiamo il percorso circolare completo della visita al piano nobile, una operazione importante anche in chiave dell'Expo 2015, inoltre creiamo un secondo polo espositivo completo del ministero e spero che con l'autonomia gestionale dell'Estense ci sia la possibilità di aggregarvi anche la Delizia sassolese». Casciu poi introduce l'argomento di quanto sta avvenendo al piano terra. «Tra gli spazi necessari per il centro di restauro - continua lo studioso - forse non tutti ricordano che sempre a piano terra ci sono anche i saloni affrescati dell'appartamento dei Giganti. Per ora serve alle attività del centro postsismico, ma un giorno questi spazi saranno compresi nel percorso di visita: sono importanti perché datati 1458, all'epoca di una visita tra il signore di Milano Ludovico il Moro e il duca di Ferrara-Modena Borso d'Este». Veniamo al centro di restauro con un'altra novità prevista nei prossimi anni. «Ci siamo chiesti - continua Casciu - quanto andremo avanti con il restauri delle opere lesionate dal sisma del 2012 e cosa accdrà dopo del centro che il ministero ha istituito qui subito dopo le terribili scosse. I lavori di messa in sicurezza andranno avanti fino alla prossima primavera sulle 1700 opere presenti qui, dopodiché serviranno probabilmente una decina di anni per restaurare e restituire tutto ai legittimi proprietari, parrocchie, comuni, privati, enti vari. Ma successivamente sarebbe interessante mantenere a Sassuolo un luogo per le emergenze: pensiamo a un cento orientato alla didattica e alla formazione nell'ambito del restauro a servizio interno del ministero e anche di personale esterno. Potrebbe inoltre essere il laboratorio dell'autonoma Galleria Estense. Nel 2013, insieme alla Cna, abbiamo fatto un corso di aggiornamento a pagamento per 23 restauratori: molti ci hanno ringraziato perché il piccolo operatore non riesce ad essere sempre aggiornato sulle tecnologie o ad acquistare una competenza su vari tipi di oggetti perché magari non gli capita di restaurare». (s.l.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google