Show teatrale poi si scatena il caos
Castelfranco. Lo spettacolo sulla Casa della Salute scalda gli animi per l’ospedale
CASTELFRANCO. Una pièce teatrale per cercare di spiegare ai cittadini cosa sia la “Casa della Salute” è stata in realtà lo spunto per far sentire ancora una volta la voce di chi è contrario alla riconversione dell’ospedale Regina Margherita. Il nuovo acceso dibattito ha avuto luogo al teatro Dadà martedì sera, quando Cittadinanza Attiva, il Poliambulatorio Castello, “La compagnia del basso comodo”, con il patrocinio della città, hanno portato in scena una serie di sketch per far capire meglio quale sarà il futuro della sanità castelfranchese. Gli attori hanno recitato scene di vita quotidiana che andavano dalla prenotazione di una prestazione medica specialistica, al rapporto medico-paziente. Alla fine dello spettacolo, sono intervenuti per approfondire l’argomento il dottor Nicolino D’Autilia, presidente europeo dei medici, il professor e chirurgo Gianni Natalini, la dottoressa Carmela Giudice, presidente del Collegio degli Infermieri e il dottor Giuseppe Masini, segretario dell’ordine dei Farmacisti.
I medici hanno ribadito che Castelfranco deve guardare al futuro e non rimpiangere più il passato, è cioè un ospedale completo e attivo come quello che aveva fino allo stillicidio al quale è stato sottoposto fino a farlo giungere allo stato in cui versa ora, denominato come “più dannoso che utile per la salute dei cittadini”.
Finiti i singoli interventi, la parola è passata alla platea, che già rumoreggiava durante le esposizioni dei professionisti. A precise domande sulla gestione della Casa della Salute, i conferenzieri hanno risposto con frasi vaghe e con molti “si vedrà” che hanno scaldato molto la temperatura della sala, fin quando alcuni cittadini non sono riusciti a trattenersi e hanno espresso a gran voce la loro stanchezza nell’essere presi in giro riguardo ad un progetto che va a toccare una cosa importantissima come la salute. Il caos sulla gestione della futura struttura e l’incapacità di rispondere alle domande da parte dei tecnici ha fatto da detonatore e i toni si sono ulteriormente alzati. La serata si è conclusa con accuse reciproche tra organizzatori e pubblico, gli uni rei di mettere in scena spettacoli e poi di non sapere bene di cosa si stia parlando, gli altri di essere intervenuti solo per creare confusione. All’uscita dal teatro in molti esprimevano dubbi sull’utilità di serate del genere se alla fine la cittadinanza dovrà farsi andare bene un pacchetto già confezionato da altri.
Vittoria Melchioni
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