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Aria più calda e meno inquinata: addio ai "nebbioni"

Luigi Ghirri, Formigine 1985
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Luigi Ghirri, Formigine 1985

Cnr lo certifica: in vent'anni dimezzati i giorni a "visibilità zero"  Inviateci le vostre foto artistiche con la nebbia a Modena e in provincia di Modena all'indirizzo cronaca.mo@gazzettadimodena.it oggetto: nebbia a Modena

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Non c'è più la nebbia di una volta. Nemmeno a Modena, dove storicamente si passa (si passava, pare di capire) dalle nubi estive di zanzare ai nebbioni modello bicchiere di anice. La retromarcia della nebbia è stata certificata dal Cnr che anno dopo anno ha contato i giorni a visibilità limitata: per la gioia dei pendolari automobilisti, spiegano gli esperti, dai primi anni ’90 a oggi sono diminuiti di circa il 50 per cento gli episodi di nebbia nella pianura Padana.

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Meno nebbia significa anche meno inquinamento: parallelamente al calo delle foschie, infatti, si è abbassata anche la concentrazione di inquinanti in essa contenuta e ridotta di 10 volte l’acidità, che oggi è prossima alla neutralità. Sono i primi risultati di uno studio ventennale, condotto dall’Istituto di scienza dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (ISAC-Cnr) di Bologna, pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Environment.

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  Resta il fatto che la pianura padana è una delle aree più inquinate d’Europa; l’orografia del territorio favorisce, durante la stagione invernale, la stagnazione dell’aria intrappolando gli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera. Con la nebbia l’alta concentrazione di microscopiche goccioline di acqua riduce sensibilmente la visibilità, con pesanti ricadute su traffico e viabilità. Il problema peggiore è che questa umidità in sospensione si trasforma, per l'inquinamento, in una sorta di "aerosol al veleno".

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«Le stesse goccioline agiscono come veri e propri assorbitori e concentratori degli inquinanti presenti nell’aria, che in tal modo sono più facilmente trasportati nell’atmosfera, depositati sulla vegetazione e inalati nelle nostre vie respiratorie», ha spiegato Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Isac-Cnr e responsabile della ricerca. Lo studio, in dettaglio, evidenzia una tendenza alla diminuzione della frequenza degli episodi di nebbia in Val Padana del 47 per cento. Ma perchè c'è meno nebbia? Secondo i ricercatori tale diminuzione va di pari passo con l’aumento della temperatura dovuto al riscaldamento climatico.

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«La notizia buona è che negli ultimi decenni anche la concentrazione di inquinanti nelle goccioline di nebbia si è parallelamente ridotta, di circa l’80 per cento, riflettendo una riduzione delle emissioni dei principali inquinanti: anidride solforosa, ossidi di azoto, ammoniaca, rispettivamente del 90 per cento, 44 e 31 per cento, e - ha aggiunto - soprattutto sono diminuite le emissioni acidificanti portando l’acidità della nebbia in condizioni prossime alla neutralità».

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Per ricordare e rivedere i nebbioni di una volta abbiamo pensato di chiedervi di inviarci le vostre foto fatte con la nebbia, magari di alcuni anni or sono così da rivedere luoghi modenesi immersi nei nebbioni di un tempo. Tutte le immagini saranno pubblicate sul sito e una selezione sul giornale. Inviate i  vostrei scatti a cronaca.mo@gazzettadimodena.it e nell'oggetto scrivete nebbia a Modena

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