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Associazioni “fantasma” per poter evadere il fisco

Associazioni “fantasma” per poter evadere il fisco

La Finanza ha individuato palestre e scuole di danza con sede nel Distretto Redditi non dichiarati per un milione di euro. Scoperti 15 lavoratori in nero

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Si identificavano come “Asd”, associazioni sportive dilettantistiche senza fini di lucro, ma era solo una copertura per godere di agevolazioni fiscali. La Guardia di Finanza ne ha individuate diverse in tutta l'area del comprensorio ceramico, a seguito di capillari controlli e di serrate indagini “finalizzate al contrasto di ogni forma di evasione fiscale e di abusivismo commerciale”. I finanzieri hanno scoperto vere e proprie palestre e scuole di danza “travestite”, in sostanza, da associazioni senza fini di lucro con l’obiettivo di evitare il pagamento delle imposte ed usufruire di regimi di tassazione agevolata. Hanno individuato lavoro nero, pagamenti in nero, tasse non pagate per centinaia di migliaia di euro. Le Fiamme Gialle, dopo un’attenta analisi di verifica condotta anche con l’ausilio di banche dati, hanno avviato verifiche e controlli fiscali nei confronti di alcuni soggetti operanti con la qualifica di club o associazione sportiva dilettantistica. In queste attività i clienti erano soci a loro insaputa, come appurato con interviste dirette dagli agenti. Grazie a questa registrazione per l'azienda era possibile beneficiare delle particolari agevolazioni previste a fini fiscali dalla legge per le associazioni sportive dilettantistiche. Lo stratagemma veniva adottato da autentiche imprese, anche di notevoli dimensioni, nelle quali in realtà non esisteva attività di tipo associativo. I finanzieri hanno così proceduto a riqualificare queste attività non più come associazioni ma come imprese commerciali a tutti gli effetti, ricostruendo, nel contempo, il volume d’affari da assoggettare agli ordinari criteri di tassazione. Hanno portato avanti accurate indagini ed effettuato numerosi controlli, incrociando anche i dati relativi ai rapporti con gli “apparenti” soci. Inoltre, i militari hanno verificato la regolarità dell’iscrizione al Coni. ed il contenuto degli statuti associativi, deducendo in molti casi il carattere tipicamente commerciale delle attività da una totale assenza di reale vita associativa, dalla carenza di una chiara e coerente rendicontazione delle entrate e delle uscite (come previsto dalla legge), nonché da una completa commistione di flussi finanziari tra l’associazione e i gestori. Le attività di controllo si sono svolte nell'arco di un anno, portando alla segnalazione di redditi non dichiarati per oltre 380mila euro, ricavi non contabilizzati per circa 415mila euro, Iva non versata per oltre 131mila euro Irap dovuta per più di 10mila euro. Sono 15 i soggetti individuati, operanti come lavoratori in nero in queste attività. La Guardia di Finanza ha condotto questa attività per reprimere insidiosi fenomeni di concorrenza sleale da parte dei "furbetti del non-profit” i quali, sotto la veste dell’associazionismo abusivo, danneggiano gli imprenditori onesti che pagano le tasse e operano nel rispetto della legge.

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