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Fiom-Cgil accusa: «Ferrari non diventi il bancomat di Fca»

Fiom-Cgil accusa: «Ferrari non diventi il bancomat di Fca»

Il sindacato preoccupato per l’operazione di indebitamento della Casa di Maranello voluta da Sergio Marchionne

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«La Ferrari non può diventare come un bancomat per Fiat Chrysler Automobiles».

Il sindacato Fiom-Cgil di Modena, tramite il responsabile provinciale Gruppo Fiat Simone Selmi, lancia il proprio allarme dopo l’annuncio dell’operazione finanziaria che consegue allo scorporo della stessa Ferrari da Fca e la quotazione in Borsa a Wall Street della Casa di Maranello. Operazioni guidate dal presidente Sergio Marchionne.

«Tale operazione - dice Selmi - a mio avviso ha due scopi: redistribuire dividendi agli azionisti di Fiat Chrysler Automobiles e ridurre il debito conseguente alla fusione di Fiat con Chrysler. Per poter fare questa operazione, si indebita però l’unica azienda finanziariamente solida del Gruppo, ovvero Ferrari Auto, che per l’operazione di scorporo da FCA dovrà sborsare 2,25 miliardi di euro, di cui una parte cash e l’altra finanziata con l’emissione di debito nei confronti di terzi». Va ricordato che effettivamente la Ferrari finanzierà il maxidividendo da 2,25 miliardi di euro in favore di Fca, da pagare nel primo semestre 2015 prima dell'uscita della società di Maranello dal Lingotto e della quotazione di un 10 per cento a Wall Street, attraverso la liquidità presente in cassa ma anche tramite l'emissione di debito.

La preoccupazione di Fiom Cgil e le affermazioni di Selmi si allineano a quanto dichiarato di recente dall’imprenditore Diego Della Valle della Tod’s, che non aveva esitato a definire la quotazione come «un’operazione per salvare il grande bidone che è Fiat».

Fiom Cgil rincara la dose sostenendo che «questa operazione non è utile a rilanciare gli investimenti, né a sostenere i livelli occupazionali negli stabilimenti di FCA in Italia, dove per la maggior parte è ancora alto il ricorso agli ammortizzatori sociali. Da tempo la Fiom-Cgil di Modena è preoccupata che venga utilizzata un’azienda solida come Ferrari Auto come bancomat di FCA. Il sindacato chiederà perciò nei prossimi giorni agli altri sindacati Fim e Uilm (firmatari del contratto di Gruppo FCA) di condividere una richiesta di incontro unitario alla direzione di Ferrari Auto per capire le ricadute dell’operazione finanziaria sui programmi di investimenti futuri e i livelli occupazionali in Ferrari».

Selmi conclude con un invito esplicito all’azienda: «Ferrari Auto deve dare spiegazioni, attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali, ai lavoratori e all’intero territorio modenese per le conseguenze dell’indebitamento della casa di Maranello».

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