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Frignano, la municipale torna a dieci Comuni

di Daniele Montanari
Frignano, la municipale torna a dieci Comuni

Ricomposta dopo tre anni e mezzo la frattura con Sestola e Montecreto grazie a una riorganizzazione con tre presidi. Bonucchi: «Più vicini al territorio»

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Il Corpo Unico di Polizia Municipale del Frignano torna a 10 Comuni. Si è ricomposta a quasi tre anni e mezzo di distanza la frattura con Sestola e Montecreto, che il 15 luglio 2011, in una lettera indirizzata all'allora presidente della Comunità Montana Luciana Serri, comunicarono la loro scelta di uscire dalla convenzione (risalente al 30 dicembre 2008) per gestire in modo autonomo il servizio. La svolta è stata annunciata ieri mattina alla conferenza di presentazione del progetto Facebook-Twitter della Pm (vedi a lato ndr) dall'attuale presidente dell'Unione del Frignano Romano Canovi. «Nell'ultima riunione di giunta – ha spiegato – è stato raggiunto l'accordo con questi due Comuni e adesso siamo pronti a ritornare alla compagine iniziale». Un unico ente di riferimento quindi che raggruppa anche Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Pavullo, Pievepelago, Polinago, Riolunato e Serramazzoni. «Non è stato semplice trovare la quadra – ha sottolineato – ma ragionando insieme siamo riusciti a mettere a punto correttivi di ordine economico e politico». Sestola e Montecreto infatti dovranno ufficializzare il ritorno con votazione nei rispettivi Consigli comunali. A fare cadere le resistenze è stata in particolare la decisione di riorganizzare i presidi di Polizia Municipale garantendo le autonomie previste dai sottoambiti che fanno capo alla nuova Unione del Frignano. L'ente varato il 1° gennaio 2014 è stato infatti diviso in tre raggruppamenti di Comuni: uno formato da Lama Mocogno, Pavullo, Polinago e Serramazzoni; un altro da Fiumalbo, Pievepelago e Riolunato e quello a cui fanno riferimento appunto Montecreto e Sestola insieme a Fanano. I subambiti già gestiscono con alcuni margini di autonomia i Servizi sociali e presto sarà così anche per la Municipale, che quindi avrà tre responsabili di presidio agli ordini del comandante del Frignano. Proprio la possibilità di avere un riferimento territoriale diretto per la guida della Pm dei tre Comuni del Cimone ha avuto un peso determinante per avere il sì dei “ribelli”. «Con questo modello possiamo avere comunque una gestione vicina al territorio – ha osservato il sindaco di Sestola Marco Bonucchi – e fare in modo che certe decisioni quotidiane vengano prese qui. Del resto, la gestione associata delle funzioni è ormai un obbligo di legge, e non si può tergiversare. Ma è stata importante anche la garanzia che questo sistema non porterà per noi un aggravio di costi, che fu uno dei motivi della rottura. Pagheremo quello che paghiamo oggi per il servizio: mi sembra che, alla fine di tutto, abbiamo raggiunto un buon accordo».

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