Licenziato chiede 50mila euro ma il giudice non li concede
Qualche volta vince anche l’azienda. È successo in tribunale a Modena dove il giudice ha rigettato l'impugnazione di un licenziamento da parte di un lavoratore che si riteneva ingiustamente...
Qualche volta vince anche l’azienda. È successo in tribunale a Modena dove il giudice ha rigettato l'impugnazione di un licenziamento da parte di un lavoratore che si riteneva ingiustamente licenziato.
Questa persona lavorava anni addietro per Mec 90, azienda al confine tra Sassuolo e Fiorano che opera nel settore dei montaggi e manutenzione di impianti industriali. Chiusa la sua unità locale, il titolare è stato costretto a licenziare per giustificato motivo oggettivo alcuni dipendenti. Tra questi, solo uno ha portato poi l’azienda in tribunale.
«Ho tentato più volte di raggiungere un accordo con il dipendente – ha riferito il titolare di Mec 90 - ma nulli sono stati questi tentativi, anche davanti alla commissione provinciale del lavoro».
Anche in tale sede, il dipendente, assistito da un sindacalista insisteva in esose richieste economiche (50 mila euro per “danni morali”) che non hanno trovato accoglimento da parte dell’azienda e tutto è finito in tribunale. La causa, iniziata nel 2011 e seguita dai legali Simona Fiandri e Angela Corniola, dopo varie udienze, è giunta a sentenza. Le domande di reintegrazione e di risarcimento danni morali del lavoratore non hanno trovato accoglimento e l’impugnazione del licenziamento è stata respinta. (alfonso scibona)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google