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Quattro ministri in visita: si prepara la contestazione

Quattro ministri in visita: si prepara la contestazione

Mirandola. Domani Maria Elena Boschi, Galletti, Poletti e Orlando ospiti di Cna Il patron di Ptl: «Tasse da riattivare gradualmente». I sindacati si mobilitano

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MIRANDOLA. Quattro ministri di peso - Maria Elena Boschi (Riforme Costituzionali), Giuliano Poletti (Lavoro), Andrea Orlando (Giustizia) e Gian Luca Galletti (Ambiente) - saranno ospiti domani mattina all’assemblea nazionale di Cna, che si svolgerà all’interno del nuovo capannone della Ptl di via Barbi. Saranno accolti dal vice-presidente nazionale dell’associazione, Luigi Mai, che di Ptl è anche proprietario.

«Una domanda ai ministri ce l'ho, ce l'ho eccome -ha detto Mai alla Dire - Se vogliono riattivare tutto il sistema della tassazione che era stato bloccato in questi due anni, devono fare un piano e diluirle nel tempo. Non dico di non pagarle, ma almeno di non arrecare danno alle piccole imprese che, se riattivano le tasse subito, sono tutte prese per il collo. Questo ci metterà in grande difficoltà perché noi i soldi li abbiamo usati per riattivare le aziende. Faremo toccare con mano ai ministri di che pasta sono fatti questi imprenditori del modenese».

Ma la visita dei quattro ministri coinciderà anche con una dura mobilitazione sindacale. Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil presidieranno la Ptl per protestare contro la scelta unilaterale del Sistema Cna dell’Emilia Romagna, di Parma e di Reggio Emilia di recedere dall'applicazione del contratto nazionale Terziario Distribuzione e Servizi e di dare disdetta a tutta la contrattazione integrativa esistente.

«Cna Regionale, di Parma e Reggio Emilia - si legge in una nota - hanno motivato la scelta unilaterale con la necessità di adeguare la struttura organizzativa alle conseguenze che la crisi congiunturale ha determinato a danno delle categorie imprenditoriali rappresentate dall’associazione. Scelta inaccettabile perché ancora si vogliono scaricare i costi della crisi sui lavoratori che si vedono cancellare diritti conquistati in anni di corrette relazioni sindacali. Atto gravissimo perché operato da un’associazione di rappresentanza che vuole affermare un sistema di relazioni sindacali in cui l’impresa decide autonomamente e i lavoratori e i loro rappresentanti ne gestiscono le conseguenze, un sistema di relazioni dove l'elemento di competizione diventa il Contratto Collettivo applicato al settore/azienda. I lavoratori chiedono il mantenimento del contratto nazionale e di tutta la contrattazione aziendale come base per riprendere un confronto costruttivo che in territori come Modena, Bologna e Ferrara ha consentito il mantenimento di proficue relazioni sindacali costruite nel corso degli ultimi decenni».

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