Scomparso il parcheggio interrato
Pistoni cancella l’idea a lungo caldeggiata dalla ex giunta per Piazza Martiri
«Dove è finito nel piano triennale degli investimenti il parcheggio interrato di piazza Martiri partigiani?».
«Dove è finito non lo so, ma quel che è certo è che non lo vogliamo fare».
Con questo botta e risposta fra Claudia Severi capogruppo di Forza Italia e il sindaco Claudio Pistoni tramonta, almeno per questa legislatura, l’idea del parcheggio sotterraneo in piazza grande, che aleggia nell’aria ormai da più di sei anni, senza che peraltro si sia mosso altro che carta per disegni e progetti in merito. La risposta secca e senza aggiunte da parte del sindaco, a margine del dibattito dedicato all’assestamento di bilancio e agli interventi del piano triennale, ha provocato la reazione di Claudia Severi, assessore all’urbanistica nella precedente giunta: «Mi spiace prendere atto di questa mancanza di volontà – ha detto – perchè a nostro parere il venir meno di questo progetto squilibra totalmente la pianificazione futura della città, pensando in particolare alla realizzazione del nuovo comparto Cisa Cerdisa, in cui ci sarà un centro commerciale con servizi. Si rischia di spostare il baricentro in quella zona e desertificare il centro. Il parcheggio interrato serviva appunto a mantenere una quota di posti auto adeguata e una facilità di accesso anche al centro storico. Decidere di non farlo significa penalizzare la parte storica della città».
È una vicenda in certo senso travagliata ma senza mosse definitive, quella del parcheggio sotterraneo di piazza Martiri, emerso per la prima volta come idea durante un’esperienza di progettazione partecipata della piazza, nel periodo della giunta Pattuzzi. Inizialmente si voleva realizzarlo in piazza Libertà e si arrivò fino a un bando per manifestazione di interesse, poi ritirato dalla giunta Caselli, che puntò decisa sotto piazza grande. Però, atti decisivi per la costruzione non ce ne sono: ci sono disegni architettonici, ci furono due spacchi di un paio di metri per sondare la presenza eventuale di reperti archeologici nel sottosuolo. Niente altro. Non è stato difficile quindi per Pistoni tirare una riga su un progetto mai partito.
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