«Kale, perché si rifiuta la cassa?»
I sindacati: «Non si capisce l’urgenza dei 58 licenziamenti»
Cinquantotto dipendenti su 115 complessivi dello stabilimento di Ubersetto della Kale Italia, ex Fincuoghi, sono a rischio di mobilità, secondo quanto l'azienda ha comunicato ai lavoratori e ai sindacati nelle scorse settimane.
Si pensava a un inizio di possibile trattativa per arrivare a un taglio magari più ridotto, ma si è arrivati alla mobilitazione: ieri mattina i lavoratori a rischio licenziamento, hanno organizzato uno sciopero di quattro ore e un presidio per l'intera giornata.
«Finora non abbiamo ottenuto nulla – spiegano i rappresentanti sindacali – a parte la concessione a valutare la mobilità volontaria fino a marzo, invece che a dicembre come nella prima richiesta. Ovviamente non ci basta, vogliamo che vengano presi in considerazione altri ammortizzatori sociali, come la solidarietà o il part time, che venga elaborato un piano industriale. E troviamo anomalo che l'azienda, che può usufruire della cassa integrazione a rotazione fino a luglio, licenzi prima».
Dei 58 dipendenti individuati, 19 sono in cassa integrazione a zero ore, provenienti dallo stabilimento già chiuso a Sassuolo. Gli altri fanno cassa integrazione a rotazione, lavorando meno del 50% delle ore («ma poi ci fanno lavorare da casa e nei festivi, senza straordinari»). I tagli, in un primo momento decisi liberamente dall'azienda e poi secondo norma di legge, tenendo conto di anzianità e famiglie, sono lineari in tutti i reparti, da quelli produttivi agli uffici impiegatizi e commerciali. In alcuni finirebbe per restare il solo responsabile, senza alcun collaboratore. Le condizioni poste dall'azienda per la mobilità volontaria, senza opposizione al licenziamento, prevedono una buonuscita di 12mila euro lordi (che diventano poco più di 9mila netti). In caso di rifiuto scatterebbe la mobilità forzata e dall'altra parte l'opposizione. Sono già 45 giorni che la trattativa va avanti e dalle sedi sindacali sta per trasferirsi sui tavoli della Provincia.
«Noi – dicono i sindacalisti - siamo disponibili a sederci di nuovo al tavolo in qualunque momento». Al presidio era presente anche l'assessore di Fiorano, Marco Biagini.
La turca Kale arrivò tre anni fa per salvare la Fincuoghi, in stato di fallimento, rilevando le sedi di Sassuolo, Ubersetto e Borgotaro e promettendo il rilancio.
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