Le novità di Marchionne? Maranello gli dà fiducia
Giudizi sospesi dopo l’annuncio della quotazione a Ws, l’operazione finanziaria di supporto alla fusione con Fiat-Chrysler e la nomina di Arrivabene nel team
MARANELLO. «Speriamo bene» è quanto si sente dire più spesso dagli abitanti di Maranello, se interpellati riguardo ai recenti cambiamenti che stanno avvenendo al vertice della Ferrari. Già nella prima metà di quest'anno, un nome storico come Stefano Domenicali aveva rassegnato le dimissioni da Direttore della Gestione Sportiva, e si vociferava di una separazione tra Fernando Alonso e la Casa del Cavallino. Ora, nella seconda metà dell'anno, i cambiamenti sono stati molteplici: Ferrari si separerà da Fca e sarà quotata in borsa, Luca Cordero di Montezemolo si è dimesso dalla guida per far posto a Sergio Marchionne, Alonso ha ceduto il posto a Vettel e sono arrivati gli addii di altri dirigenti storici, come Luca Marmorini, Marco Mattiacci. L'ad di Fca ha fatto tabula rasa dei vecchi dirigenti per inserire nomi come Arrivabene, allo scopo di rendere la Ferrari maggiormente competitiva. L'ultima notizia in ordine cronologico è che la Ferrari dovrà pagare di tasca propria il maxi dividendo da 2,25 miliardi di euro di Fca prima dello spin-off tra le due società. I cittadini, per il momento non si sentono di sbilanciarsi in pronostici. I cambiamenti sono appena avvenuti, e la sensazione è che sia troppo presto per valutarne la portata: «Per il momento,» dice Franco Baldoni di Oronero Cafè, «le cose, qui, continuano come prima.» «Sono cambiamenti che sicuramente avranno effetto sul lungo termine,» dicono gli abitanti, «chi lavora alla Ferrari, per il momento, continua a trovarsi bene. Staremo a vedere.» Uno «staremo a vedere» che, a volte, nasconde una punta di inquietudine. La Ferrari, oltre ad essere uno dei simboli di Maranello e della provincia di Modena nel mondo, è anche una delle poche aziende che hanno saputo reagire bene alla crisi economica, riuscendo a distribuire dividendi: «La Ferrari è una realtà molto importante per la nostra società,» afferma Rosy Creazzo del Drake Bar-Ristorante-Hotel, a due passi dall'azienda: «ha dato lavoro a molte persone, che altrimenti sarebbero rimaste disoccupate.» La premura è che questa situazione favorevole continui anche sotto la nuova gestione Marchionne. «Marchionne non è un italiano, è un americano, ragiona con la mentalità americana» dice Marco Castagno, fornitore della Ferrari; «in America fanno così: quando si cambia gestione si cambiano anche i dirigenti.» E cosa ne pensa dei cambiamenti apportati da Marchionne? «Io sono di Torino: lì si vocifera che, se non ci fosse stato Marchionne, la Fiat sarebbe andata molto peggio, avrebbe rischiato di chiudere definitivamente. Lui, invece, è stato in grado di salvarla. Per quanto riguarda i cambiamenti in Ferrari, è presto per valutare, ma secondo me può fare del bene.»
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