Poveri a Modena, pronti gli aiuti per i senzatetto
Piano d’accoglienza con Porta Aperta, parrocchie e associazioni. Le zone “battute” dai volontari
Al via anche quest’anno il progetto di accoglienza invernale per persone in difficoltà, già operativo grazie al protocollo siglato tra l’assessorato al welfare del Comune di Modena, le aziende sanitarie, il centro d’ascolto dell’Arcidiocesi di Modena e Nonantola e numerose associazioni del territorio impegnate nella prevenzione al disagio sociale, per dare risposta a situazioni di bisogno.
Il piano, che resterà in vigore fino al 31 marzo, intende far fronte a eventuali condizioni di difficoltà nel caso le temperature diventino particolarmente rigide, con particolare attenzione verso le persone con patologie sanitarie già stabilizzate e che per la guarigione necessitano di un periodo di accoglienza temporanea, ma allo stesso tempo punta per la prima volta a superare la logica delle emergenze e ad agire in un’ottica più a lungo termine.
«La prospettiva – specifica l’assessora Giuliana Urbelli – è creare una rete permanente in cui ad avere un ruolo di primo piano non sarà soltanto il Comune, ma tutti i soggetti del terzo settore coinvolti nell’assistenza, in modo da ottimizzare le risorse disponibili e coordinare le nostre azioni, per fronteggiare situazioni di povertà estrema che oggi coinvolgono diverse tipologie di utenti». Sono quattro quindi le attività che strutturano il progetto: la gestione degli accessi ai servizi socio-assistenziali attraverso sportelli idonei volti a raccogliere segnalazioni e fornire informazioni, il monitoraggio costante sul territorio, con uscite serali da parte delle associazioni di volontariato nei luoghi della città più frequentati da persone senza fissa dimora, assistenza a chi è convalescente e ospitalità a Porta Aperta e accoglienza nelle parrocchie che si sono rese disponibili o in luoghi individuati dai Servizi sociali.
«Il monitoraggio – spiega Ivana Rebecchi, presidente della Croce Blu - coprirà tutte le sere della settimana nei mesi di dicembre e gennaio e si concentrerà prevalentemente nelle zone della stazione ferroviaria, di San Cataldo, del centro storico e dell’area presso il Novi Sad, dove i volontari delle diverse associazioni coinvolte, appositamente formati, distribuiranno generi di conforto e verificheranno le condizioni di chi è in difficoltà».
A disposizione, anche il centro di ascolto della Caritas diocesana, con l’intenzione non solo di fornire assistenza temporanea, ma costruire insieme agli utenti progetti più strutturati di accoglienza e di nuova socializzazione. «L’obiettivo – aggiunge infatti Giorgio Bonini, direttore di Porta Aperta – è quello di ridurre il numero di persone in condizioni di povertà estrema; a Modena sono circa 200 e il fenomeno è ancora sotto controllo, ma è importante non sottovalutarlo e continuare a sviluppare metodi di intervento che impediscano la cronicizzazione del problema».
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