Bonaccini guarda al 2015: Cispadana e zone franche
Il presidente della Regione: «Sarà l’anno della svolta e la giunta si riunirà qui Niente rivolta fiscale, sburocratizziamo ma i tecnici si muovano con le pratiche»
MIRANDOLA. Il 2015 sarà l’anno della Cispadana, il territorio otterrà la fiscalità di vantaggio e una delle prime giunte regionali si terrà nella Bassa, come segnale di attenzione verso questo territorio. Parola del neo governatore della Regione Stefano Bonaccini, che, prima di salire sul palco dell’assemblea nazionale di Cna e, anche durante il discorso agli imprenditori, ha sottolineato questi tre aspetti chiave per la Bassa. «Spero che sia l’anno buono per l’apertura del cantiere della Cispadana - ha approfondito il presidente Bonaccini - la grande strada di collegamento che attraverserà la regione, agganciandosi alla Brennero: infrastruttura che gli imprenditori ci richiedono a gran voce». Anche il presidente della Regione, così come gli imprenditori, fa leva sul dimagrimento della burocrazia. «Vorrei fare un appello alle tante imprese terremotate: i soldi ci sono e presto arriveranno a tutti. Occorre velocizzare le pratiche perché i 6 miliardi per garantire il 100% del rimborso ad abitazioni e imprese sono già garantiti ed è stato un grande successo di questi anni. Chiediamo anche ai professionisti di fare la loro parte, perché secondo me hanno accumulato molte pratiche da smaltire… Inoltre, abbiamo richiesto e sottolineiamo di nuovo la necessità di zone franche urbane, rispetto alla fiscalità di vantaggio: credo che ce la faremo ad ottenerla e sarà una delle priorità della Regione. Una rivolta fiscale - sottolinea Bonaccini, alludendo a quanto dichiarato dall’ex candidato leghista, Alan Fabbri, che ha definito eroi gli imprenditori che evadono il fisco - è inutile e deleteria, ma creare incentivi per chi ha subìto danni è necessario per risollevare i Comuni del cratere. In aggiunta, una delle prime giunte la verrò a fare qui, voglio dare un segnale anche simbolico a questa terra». All’assemblea nazionale Cna hanno partecipato anche numerose istituzioni locali, come i sindaci Gian Carlo Muzzarelli, Maino Benatti e Alberto Silvestri. «Al Governo chiediamo lo sviluppo delle condizioni per completare la ricostruzione - ha spiegato Muzzarelli, sindaco di Modena - per capire le prospettive delle Province, per chiudere una finanziaria che valorizzi le amministrazioni che si sono date da fare per attivare bilanci seri. In altre parole che venga riconosciuto il merito agli enti locali virtuosi. Sappiamo che la sfida è alta perché l’Europa ci chiede sacrifici e riorganizzazione. Per quanto riguarda la ricostruzione, serve completare il processo utilizzo risorse già disponibili, ed occorre chiedere al Governo la quota di 800 milioni per i centri storici. Fin a quando l’ultimo cittadino non avrà risposta non ci stancheremo di chiedere».
Silvestri, primo cittadino di San Felice, evidenzia, a sua volta, la necessità di “snellire i processi in corso ed eliminare la burocrazia dei processi avviati con fatica. La mancanza della legge sulle calamità naturali ci crea difficoltà. Al governo, tramite i ministri presenti, ribadiamo le richieste già presentate al sottosegretario Graziano Delrio: zone franche urbane e fiscalità di vantaggio, di cui questo territorio ha assoluta necessità. Indicativamente il 30-35% del lavoro è stato fatto. Ma ci aspetta il lavoro più arduo: ora ci sono le Umi, centri storici, e le strutture legate ai progetti più complessi”.
Serena Arbizzi
Giovanni Vassallo
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