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Fondi anticrisi e cantieri L’Unione rivede il bilancio

Fondi anticrisi e cantieri L’Unione rivede il bilancio

Approvato l’aggiustamento sui conti dell’ente che superano quota 18 milioni Prorogato anche l’accordo per la gestione associata dell’antisisimica tra i Comuni

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L'Unione Comuni del Frignano supera quota 18 milioni in bilancio, diventando l'ente con maggior peso finanziario della montagna. Il punto contabile sull'ente varato l’1 gennaio scorso è stato fatto venerdì sera con l'approvazione in Consiglio dell'assestamento del bilancio di previsione 2014. «Con le varie gestioni associate (a partire dai Servizi sociali e lo Sportello unico per le attività produttive, ndr) l'Unione conta sempre più sul territorio – ha sottolineato il presidente Canovi – e ormai ha un bilancio che supera quello di Pavullo». Un bilancio a cui sono stati fatti solo alcuni correttivi con la manovra di fine novembre. La variazione più significativa riguarda il contributo di circa 40mila euro concesso dalla Regione per la messa in sicurezza della sede (la stessa della vecchia Comunità Montana), la metà di un progetto da 80mila con cui verranno sistemati muro di recinzione, piazzale, parcheggio, portoni e grondaie. Bologna ha anche concesso 13.500 euro che copriranno il 50% delle spese di aggiornamento software e pc. Ma c'è anche una nota positiva per imprese e artigianato, con 5mila euro destinati al fondo di sostegno che in questi anni, per quanto limitato, ha dato un aiuto anticrisi: ora arriva a quota 35mila. Il quadro finanziario è stato approvato senza registrare voti contrari ma solo l'astensione di sei consiglieri di opposizione: Claudio Bartolacelli (Serramazzoni), Armando Cabri (Polinago), Maurizio Cadegiani (Montecreto), Marco Caiumi (Pievepelago), Giuseppe Melchiorri (Pavullo) e Paola Pasquali (Fanano). A conferma di quanto l'Unione stia diventando ente crocevia di servizi è poi arrivato – con voto all'unanimità – il rinnovo della convenzione sulla gestione associata dell'antisismica. Una funzione che la Regione ha delegato ai Comuni, ma solo a garanzia dello smistamento di almeno 300 pratiche annue, volume fuori portata anche per un centro come Pavullo. Di qui il 22 dicembre 2009 la scelta di attivare una convenzione con l'allora Comunità Montana da parte di 10 Comuni: Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Montecreto, Pavullo, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni e Sestola. L'anno dopo si è aggiunto Montese. In scadenza il 31 dicembre, l'accordo è stato quindi prorogato per altri 5 anni, «perché – come ha sottolineato Cadegiani – non ha senso contestare qualcosa che funziona».

Daniele Montanari

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