«Sitma, c’è un piano per uscire dalla crisi»
Spilamberto. Parla il presidente della società: «Puntiamo al concordato, entro febbraio la proposta»
SPILAMBERTO. La Sitma non vuole arrendersi alla crisi che colpito uno dei suoi settori chiave, come quello dell’editoria, ma anzi è «in fase di avanzata elaborazione» un piano di uscita dalla crisi, che è orientato a un recupero della marginalità e al riposizionamento dell’azienda in altri settori del packaging.
A confermare tutto ciò è lo stesso Aris Ballestrazzi, presidente di Sitma Machinery spa, che alla nota diffusa l’altro giorno dai sindacati Fiom/Cgil e Rsu aziendale replica spiegando la situazione e motivandola.
«La direzione aziendale desidera esprimere vivo sconcerto e profondo rammarico in merito al comunicato stampa della Fiom/Cgil e Rsu aziendale. Come tutti sappiamo, Sitma Machinery vive da anni una crisi nella crisi: l’editoria (come mercato della carta stampata), settore di riferimento della Società negli ultimi quindici anni, stava già conoscendo il proprio declino prima della recessione globale, complice anche l’avvento delle nuove tecnologie. Queste ultime hanno peraltro accelerato in modo imprevisto un processo che, sia pure inesorabile, ha sorpreso, per effetti e tempi di manifestazione, gli attori del mercato, che si sono trovati impreparati a gestire una riconversione industriale inevitabilmente lunga e costosa - spiega Ballestrazzi - La sopravvivenza della società, sotto il profilo patrimoniale e sotto quello finanziario, in un quadro economico certamente drammatico (oggi ancora più di ieri), è stata assicurata dalla proprietà che, non soltanto ha rinunciato ai compensi destinati all’amministratore e al rimborso del prestito obbligazionario (per oltre 6 milioni di euro complessivamente), ma ha anche colmato, con continui apporti di liquidità, i flussi di cassa negativi. Il 10 novembre scorso - prosegue il presidente Ballestrazzi - Sitma Machinery S.p.A. ha depositato nella cancelleria del tribunale di Modena il ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo. Con decreto del 12 novembre scorso, il tribunale di Modena ha assegnato come termine alla società quello del prossimo 27 febbraio 2015 per il deposito della proposta di concordato o domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti, nominando quale commissario giudiziale la dottoressa Roberta Cavallieri. La decisione di accedere a una procedura di composizione negoziale della crisi d’impresa è stata assunta dalla società per completare, in modo trasparente e nella migliore tutela dei propri creditori, il percorso di ristrutturazione aziendale da tempo in atto. Il piano di uscita dalla crisi, che attualmente è in fase avanzata di elaborazione (orientato al recupero della marginalità attraverso una significativa riduzione di tutti i costi gestionali e, in particolare, dei costi fissi), prevede una profonda riorganizzazione e l’impegno alla ricerca della massima efficienza operativa, con un business model finalizzato, oltre che al consolidamento della quota di mercato nel settore core dell’editoria, al riposizionamento in altri settori del packaging, tra cui quello postale ed il transazionale. Gli ordini che sono stati raccolti negli ultimi mesi costituiscono un segnale che si può definire estremamente incoraggiante».
Marco Pederzoli
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