Via al referendum per dire no a Hera e all’amianto nei tubi
Ai grillini le risposte dell'assessore Simone Tosi sull'amianto nell'acqua di Carpi non sono piaciute. E, all'indomani del dibattito scaturito in Consiglio Comunale sull'onda di alcune interpellanze...
Ai grillini le risposte dell'assessore Simone Tosi sull'amianto nell'acqua di Carpi non sono piaciute. E, all'indomani del dibattito scaturito in Consiglio Comunale sull'onda di alcune interpellanze (non solo dei “5 stelle”) si fanno promotori di un Comitato referendario che raccoglierà le firme dei carpigiani e dei residenti in tutti i Comuni serviti da Aimag per scongiurare da una parte la ventilata fusione di Aimag in Hera e, dall'altra, per sollecitare la sostituzione delle condotte dell'acqua inquinate dalle microfibre d'amianto.
«Siamo molto preoccupati per i silenzi e le mezze ammissioni del sindaco Alberto Bellelli sul futuro di Aimag - ha sostenuto Roberto Galantini, forte di una precedente esperienza referendaria alle spalle sui cosiddetti “beni comuni” - e faremo di tutto per informare i cittadini sull'inopportunità della fusione di Aimag in Hera. Hera ha dimostrato, da quando è quotata in borsa, di avere quale suo unico orizzonte quello della creazione di profitti. Un orizzonte incompatibile con una gestione partecipata di beni essenziali quali l'acqua e l'energia. Ci opporremo in tutti i modi alla fusione che danneggerà gli utenti». Fiancheggiato dai consiglieri comunali 5 Stelle Eros Gaddi, Luca Severi e Monica Medici, Galantini ha annunciato la costituzione di un Comitato referendario aperto alle associazioni che sui beni comuni stanno combattendo una sostenuta guerriglia nei confronti della Giunta Municipale, fra gli altri il Comitato Amianto e l'Ona.
Non solo, la battaglia sarà condotta a tutto campo, coinvolgendo anche tutti i Comuni che partecipano nella multiutility Aimag rappresentandone la quota pubblica. «Cerchiamo più trasparenza e un’informazione più puntuale e precisa da parte del Comune - ha a sua volta dichiarato Luca Severi - perché nonostante le nostre richieste abbiamo ricevuto risposte evasive o dei silenzi. I dati dell'amianto sull'acqua sono fermi a sei mesi fa, la sperimentazione con lo zinco e i polifosfati non è ancora partita e, nel frattempo, il Comune ha pensato bene di annunciare la parziale sostituzione delle condotte a valle e non a monte della rete. Noi chiediamo in modo preciso che si intervenga prioritariamente sui tredici chilometri e mezzo della condotta “da 350” che arriva dai pozzi di Rubiera, dove si trova la fonte che alimenta l’acquedotto carpigiano». (f.s.)
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