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Caso vaccini, una morte sospetta a Bologna

Caso vaccini, una morte sospetta a Bologna

Si indaga sul decesso di una donna di 72 anni. La Regione aveva già tranquillizzato le Asl: «Da noi nessun lotto tra quelli finiti sotto inchiesta»

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Una donna di 72 anni è morta al policlinico S.Orsola di Bologna dopo aver fatto lunedì scorso un vaccino influenzale che non era della Novartis, l'azienda produttrice dei lotti sequestrati. Sulle cause del decesso sono stati disposti accertamenti. L'anziana, Dolorina Atzori, si era recata con la sorella Felicita dal proprio medico per sottoporsi al vaccino. «Lo facciamo ogni anno - ha raccontato la sorella - anche perchè Dolorina era diabetica e faceva tre insuline al giorno».

Il giorno successivo la donna, ex bidella che non era sposata e viveva da sola a San Lazzaro di Savena, alle porte del capoluogo, si è svegliata con il viso gonfio e un'evidente eruzione cutanea, ed è stata accompagnata al pronto soccorso del S.Orsola, dove non ha riferito dell'iniezione. Dopo la visita, una puntura e la prescrizione di una pomata è tornata a casa: le sue condizioni hanno continuato a peggiorare e sabato la guardia medica ha disposto il suo trasporto all'ospedale, dove ieri è deceduta. «Vogliamo capire cos'è successo - dice la sorella - Prima di fare il vaccino mia sorella stava bene e adesso non c'è più».

Il procuratore aggiunto Valter Giovannini, coordinatore del gruppo 'sanità pubblicà della Procura di Bologna, ha inviato all'ospedale Sant'Orsola i carabinieri del Nas ad acquisire la cartella clinica di Dolorina Atzori. Obiettivo: capire meglio le condizioni generali della donna morta a 72 anni, dopo che lunedì scorso aveva fatto un vaccino antinfluenzale, non della Novartis.

In una nota inviata ai medici di base dai dipartimenti Sanità pubblica e Cure primarie dell'Ausl di Bologna sono stati chiariti due elementi riguardo alla notizia della donna di 72 anni morta ieri all'ospedale Sant'Orsola. È stato specificato in primo luogo che l'anziana era stata vaccinata con un anti-influenzale il 18 novembre, quindi la morte non era avvenuta immediatamente dopo il vaccino, come nel caso previsto dai lotti sospetti. Secondo, è stato riferito che il vaccino assunto dalla donna non era Fluad. Il senso di questa comunicazione, ha spiegato Fausto Francia, direttore del dipartimento Sanità pubblica, è stato quello di «tranquillizzare» i medici, in modo che questi fossero poi in grado a propria volta di informare correttamente i pazienti.

La Regione aveva tranquillizzato, nei giorni scorsi, tutte le Asl dell’Emilia Romagna dicendo che «In Emilia-Romagna i lotti del vaccino antinfluenzale ritirati dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) non sono distribuiti e utilizzati. Nessuno è stato dunque vaccinato con i lotti 142701 e 143301 del vaccino Fluad della Novartis».

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