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Don Fabio Ferrari resta grave

Don Fabio Ferrari resta grave

Ore decisive dopo il malore domenica sera alla messa di Castelnovo Monti

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Si sono stabilizzate, ma sono ancora molto gravi, le condizioni di don Fabio Ferrari, il sacerdote sassolese vicario a Castelnovo Monti, nel reggiano, dal 2013, colpito da emorragia cerebrale sabato durante la messa delle 18. La comunità di Castelnovo, ma anche quella sassolese, in queste ore è in grande apprensione per il prete 41enne.

Durante l’omelia, don Fabio si è interrotto, è rimasto in silenzio ed è stato chiaro a tutti che non poteva continuare a parlare, per cui è stato portato in sagrestia. È stato trasportato al Maggiore di Parma.

Ieri pomeriggio don Geli ha spiegato: «Mi hanno riferito che l’emorragia si sarebbe fermata, ma è tenuta sotto stretta osservazione. Nella serata di domenica i medici hanno anche svegliato don Fabio per qualche minuto. Ha ripreso coscienza e risposto ad alcune domande. Il quadro comunque resta molto serio, continueremo a pregare».

Ieri sera è stato celebrato un nuovo rosario. Le prossime ore saranno cruciali per le decisioni dei medici: anche se l’emorragia è ferma, sarà essenziale vedere se inizierà un graduale riassorbimento, e se non ci sarà una pressione sulle aree cerebrali che possano causare complicazioni e spingere ad un intervento. Il quadro è delicatissimo anche perché don Fabio in passato aveva già presentato alcuni episodi simili, seppur non così gravi. Nelle scorse ore è andato a trovarlo in ospedale anche il vescovo Massimo Camisasca. La comunità dell’Appennino è vicina quanto mai in queste ore a don Ferrari. A Castelnovo c’è un profondo sgomento, anche perché poco più di un anno fa don Benedetto Usai, che era vicario cooperatore nel capoluogo montano, aveva dovuto lasciare l’incarico per motivi di salute. Don Fabio, nato nel gennaio 1973 a Sassuolo, prima di prendere i voti ha lavorato per sei anni alla Ferrari, a Maranello, per poi iniziare il cammino vocazionale.

È stato ordinato sacerdote il 26 maggio 2007. (l.t.)

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