La prof. Modena ottiene il processo abbreviato
Il giudice lo ha fissato il 9 febbraio. Intanto le difese di altri cinque imputati chiedono il “non luogo a procedere”: «Non ci furono sperimentazioni abusive»
Caso cardiologia: la professoressa Maria Grazia Modena sarà processata con rito abbreviato. L’assisteranno i due legali di fiducia: l’avvocato Massimiliano Iovino e il professor Luigi Stortoni. Prima udienza il 9 febbraio. E stata lei stessa a chiederlo, tramite i suoi avvocati, ieri nel corso della maxi udienza preliminare davanti al giudice Andrea Romito. La grinta della cardiologa modenese è emersa anche in questa occasione non solo per la sua richiesta - finora è l’unico imputato che verrà processato in abbreviato (che, ricordiamo, comporta in caso di condanna lo “sconto” di un terzo della pena) - ma anche quando ha consegnato al giudice i documenti che la riguardavano. Lo ha fatto trasportando la corposa documentazione in un trolley super-griffato attraverso l’aula dell’ex cinema Metropol. Un gesto che ha voluto dimostrare la volontà di affrontare a testa alta le accuse mosse dal sostituto procuratore Marco Niccolini; accuse che l’hanno portata in carcere e ai domiciliari in base a un’ordine di custodia cautelare destinato a lei e ad altri otto del suo staff.
Sempre nel corso dell’udienza di ieri hanno parlato alcuni difensori: del dottor Giuseppe Biondi Zoccai, il cardiologo ligure oggi a Roma che era una colonna dello staff di Emodinamica quando era diretta dal dottor Giuseppe Sangiorgi; di Emilio Contini, di Cristina Isaia per la Cid Spa di Saluggia, di Valentina Martinotti, l’ormai famosa segretaria che si ritiene fosse abusiva (riceveva lo stipendio dalla Onlus E2c), chiamata da Sangiorgi e dalla Modena; e della dottoressa Monica Pantaleoni, medico componente del Comitato etico provinciale di Modena e delegata dal direttore generale del Policlinico Stefano Cencetti, la stessa che secondo l’accusa insieme con Cencetti avrebbe omesso di prendere provvedimenti contro le sperimentazioni abusive.
Per tutti questi imputati la richiesta dei difensori è stata di “non luogo a procedere”, ovvero l’archiviazione delle loro posizioni. È stato infatti detto che le sperimentazioni contestate dall’indagine dei Nas di Parma non furono abusive come non erano irregolari le pubblicazioni scientifiche che le riportavano. Le richieste di archiviazione si mettono insomma in contrasto con la richiesta del pm Niccolini: rinvio a giudizio per tutti e trentatré gli imputati, tranne uno legato a una azienda biomedicale (per il quale è stata già chiesta l’archiviazione).
La dottoressa Modena è accusata di associazione per delinquere con i colleghi a lei sottoposti. Non è mai stata accusata di avere a che fare con i giri di denaro al centro delle indagini. La sua posizione è quindi molto diversa da quella del presunto sodalizio che intascava denaro dalle ditte biomedicali. A lei viene contestato soprattutto l’aver tollerato le sperimentazioni illegittime per aumentare il suo prestigio e anche irregolarità pesanti per l’arruolamento del personale, dai medici in giù. Sarà processata per corruzione, truffa e mancato controllo.
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