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l'intervista

Confindustria:“Modena non cada nella mediocrità”

Confindustria:“Modena non cada nella mediocrità”

Caiumi (Confindustria) rilancia la sfida: “Ricerca, sviluppo e più coraggio per creare nuovo lavoro: non assistenzialismo”

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Oltre i confini della provincia e delle piccole e medie dimensioni d’impresa; ma soprattutto oltre il rischio della mediocrità, del ripiegamento su sé stessi accontentandosi dei risultati raggiunti e limitandosi a difendere le posizioni acquisite. A pochi mesi dall’elezione alla guida di Confindustria Modena sono queste le linee guida del pensiero che anima il neo presidente Valter Caiumi.

Le ha illustrate ieri in un incontro di fine anno con la stampa, in cui sono stati confermati alcuni dati positivi dell’economia modenese Modena (a partire dal più 6,4% nell’export, pari al 3% del dato nazionale, quasi un quarto di quello regionale) senza però mancare di sottolineare le criticità: non solo nei numeri (produzione, occupazione) ma anche e soprattutto nel mood del sistema imprenditoriale e nell’insieme delle sue relazioni con le parti sociali e con la pubblica amministrazione. “Abbiamo perso un po’ di smalto – dice Caiumi –, in troppi sono bravi solo a parlare di diritti mentre si smette di coltivare il coraggio che è stato alla base delle nostre fortune passate”. Per Caiumi è tempo di un cambiamento prima di tutto culturale e di atteggiamento che deve coinvolgere tutte le imprese e al quale è finalizzato anche il diverso assetto organizzativo che l’associazione degli industriali si avvia a darsi: “C’è bisogno di una visione diversa: immaginare cosa sarà un’azienda fra alcuni anni, con quali mercati dovrà competere e quali servizi, di cui avrà bisogno, noi dovremo essere in grado di fornire agli associati”.

Il progetto di fusione con Bologna e Ferrara va secondo Caiumi in questa direzione e andrà avanti anche se per strada sembra subito aver perso Reggio Emilia: “Non abbiamo bisogno di più capoluoghi nella nostra Regione: il luogo delle decisioni è Bologna, quindi a lì bisogna avvicinarsi, non ha molto senso un progetto con baricentro mediopadano. E insieme avremo più forza, secondi in Italia solo ad Assolombarda, sapremo meglio accompagnare le aziende nell’innovazione, nell’internazionalizzazione, nell’accesso al credito, senza far sparire le sedi locali ma moltiplicando i servizi a loro disposizione”.

Parola d’ordine l’eccellenza da perseguire e valorizzare come elemento trainante del brand Modena in industria. E per arrivarci, ricerca e creazione di sviluppo prima di tutto: “Quello crea nuovo lavoro – dice Caiumi – , non l’intervento assistenzialista a semplice difesa dell’esistente”. In questo senso le principali richieste al governo nazionale ma anche a quelli locali: “Se non si mette intorno a un tavolo chi ha competenza, se ad esempio si esclude Confindustria dal processo decisionale, l’errore non è probabile ma certo”. Infrastrutture prima di tutto, materiali ma anche digitali “perché l’Ict è un vettore su cui Modena può raggiungere traguardi importanti”. Sempre che le imprese rinuncino all’egoismo e riprendano a ragionare insieme, a mettere in comune contributi ed esperienze per consolidarsui e creare nuove opportunità di business. “Piccolo non è più bello – è il messaggio di di Caiumi– : le dimensioni sono decisive per essere attrattivi e competere da protagonisti sui mercati globali”.

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