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i commenti dei vertici politici

Pighi: «Dov’è finita la sindrome da declino?»

Pighi: «Dov’è finita la sindrome da declino?»

Muzzarelli: «Confermato un modello di gestione». Bonaccini: «Non ci accontentiamo»

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«Questa classifica è la dimostrazione più lampante delle strumentalizzazioni dei numeri da parte degli avversari politici. Dove sono finiti ora i sostenitori della “sindrome da declino”? In campagna elettorale è stato un tema molto usato e si è visto che fine hanno fatto i sostenitori della fine del modello emiliano».

L’ex sindaco Giorgio Pighi non sta nella pelle per l’euforia. Anche adesso che è sceso dallo scranno di primo cittadino ed è tornato alla professione forense, continua a seguire con la massima attenzione le vicende della città. Ovvio che il recupero delle posizioni in classifica gli faccia piacere, anche se è arrivato a fine partita, visto che ha lasciato la guida della macchina comunale. Ma i fondamentali, per restare alla metafora sportiva, sono stati avviati negli anni del decennio in cui guidava la cabina di comando da Piazza Grande.

«Nonostante la crisi tremenda - osserva - qui c’è ancora un territorio che fa da moltiplicatore di energie per risolvere i problemi comuni. Grazie all’enorme aiuto del volontariato, tanto per fare un esempio, qui c’è ancora una tenuta sociale, una comunità che riesce a reggere ai colpi di un tenore di vita più basso di prima. Che dire? Bisogna ingraziare i modenesi che s’impegnano per gli altri, a tutti i livelli, dentro e fuori dai gruppi organizzati».

Soddisfatti, anche se con accenti diversi, il sindaco Muzzarelli e il neopresidente della Regione, Stefano Bonaccini.

«Sono numeri esatti quelli della classifica del Sole - dice quest’ultimo - che fanno piazza pulita delle polemichette sui campi rom. Certo, sono un punto di partenza perchè tutte le situazioni sono migliorabili e di spazio per lavorare ne abbiamo molto».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il primo cittadino: «la realtà ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni - ha detto a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico - C’è una conferma di un modello di gestione amministrativa ma anche uno stimolo per guardare avanti. L’occupazione resta la nostra priorità».

Confesercenti si rallegra del terzo posto in classifica ma dopo le congratulazioni di rito sottolinea i punti dolenti. «Nell’ordine pubblico siamo al 58° posto, più avanti dell’anno scorso ma siamo sempre messi male. E per quanto riguarda il tempo libero i nostri locali di ristorazione segnano il passo: siamo al 65° posto, nella parte bassa della classifica, con 209 cessazioni al 30 settembre di quest’anno». (s.c.)

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