Uccise per un’offesa: perizia psichiatrica
Lo ha deciso il gup per stabilire se Nebbioso è nel pieno delle facoltà mentali. In seguito sarà processato con rito abbreviato
Delitto di Lesignana: Giovanni Nebbioso, il napoletano 51enne che la sera del 26 settembre 2013 sparò sei colpi e uccise il 38enne scultore reggiano Lorenzo Burani, sarà processato con rito abbreviato. Prima però verrà eseguita una perizia psichiatrica per stabilire il suo stato mentale generale e se è in grado di seguire il processo. Lo ha stabilito ieri mattina al termine dell’udienza preliminare il gup Eleonora De Marco. Il giudice ha accolto le richieste del difensore di Nebbioso, l’avvocato Annalisa Tironi. Nel corso della stessa udienza il gup ha accolto l’istanza per la costituzione di parte civile. Dunque, i familiari della vittima parteciperanno a pieno titolo al processo, seguiti dall’avvocato reggiano Vainer Burani. La prossima udienza è stata fissata per il 12 gennaio. In quell’occasione il giudice incaricherà il perito per stabilire se Nebbioso è in grado di intendere di volere e anche se è in grado di seguire il dibattimento.
In questo modo la difesa vede finalmente accolta la richiesta di perizia psichiatrica che era già stata avanzata e respinta dal gip Eleonora Pirillo.
Nell’ottobre 2013 dal carcere Nebbioso si era già dichiarato pentito, dopo aver confessato, dicendo di aver agito in un impeto di collera.
L’omicidio di Lorenzo Burani, sposato, padre di una bambina, è arrivato al termine di una sorta di secondo atto. Nebbioso e Burani si erano infatti incontrati la sera prima sempre nel condominio di via Sabatin a Lesignana perché dovevano aiutare a traslocare un comune amico di 74 anni. Questi abitava con Nebbioso ma tra i due coinquilini i rapporti non andavano bene. L’anziano aveva così deciso di trasferirsi ma a Nebbioso non stava bene, forse temendo di perdere l’alloggio a causa delle precarie condizioni economiche in cui versava. Per questo l’anziano aveva chiamato il suo amico reggiano, Lorenzo Burani, che di buona lena aveva accettato di aiutarlo. Nel corso della prima serata tra nebbioso e Burani c’erano stati screzi. Burani si sarebbe lasciato andare a una battuta che avrebbe offeso il napoletano. Questi è andato così in escandescenze che per calmarlo era stato chiesto l’intervento della polizia.
Nebbioso ha così covato rancore per tutto il giorno successivo. E si è presentato la sera successiva con la sua pistola calibro 9x24 che deteneva regolarmente per uso sportivo.
Carico di rabbia, con un pretesto Nebbioso ha affrontato Burani, tornato per proseguire le opere del trasloco. Sulle scale condominiali ha sparato a distanza di cinque metri ben sei colpi uccidendolo freddandolo.
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