Unioni gay, in Consiglio è il caos
Vignola. Polemica politica: Marco Villa se la prende con i Cittadini per l’Unione
VIGNOLA. I matrimoni gay mettono in subbuglio il consiglio dell’Unione e si scatena la polemica politica. Ad attaccare è Marco Villa, capogruppo della lista “Centrosinistra per le Terre di Castelli”, che riferendosi al gruppo di minoranza dell’Unione (gruppo “Cittadini insieme per l’Unione”) dice: «Le contraddizioni del gruppo dei civici esplodono e preoccupano. La mozione presentata dal consigliere Filippo Gianaroli (del gruppo “Cittadini insieme per l’Unione”) sulle trascrizioni dei matrimoni gay celebrati all’estero, fa deflagrare il suo stesso gruppo, che vota in quattro modi diversi. Il Centrosinistra, invece, vota compatto. Nella seduta del consiglio dell’Unione svoltasi giovedì scorso, abbiamo avuto un segnale inquietante sul futuro. Quando nacquero i due gruppi consiliari, si notò fin da subito la solidità del gruppo di maggioranza e l’eterogeneità dell’altro. Ma il capogruppo Mauro Minozzi rassicurò tutti dicendo che la loro eterogeneità fosse un valore aggiunto. Purtroppo, oggi i dubbi si sono trasformati in certezze, quando per una mozione presentata da un loro stesso consigliere, Filippo Gianaroli, sulle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero, il loro gruppo si è diviso in ben quattro posizioni diverse. Il presidente Smeraldi si è astenuto, tre si sono dichiarati contrari, uno è uscito dall’aula e i rimanenti hanno votato a favore. Noi abbiamo votato convintamene a favore. Siamo letteralmente esterrefatti. Vari quesiti ci vengono in mente: riusciranno i “civici” in futuro a tenere il gruppo su questioni amministrative rilevanti? Oppure, il loro gruppo andrà nel caos ogni volta un loro stesso consigliere proporrà qualcosa? Noi, subito dopo le elezioni, abbiamo proposto Smeraldi presidente per poter assicurare una governabilità solida. La condizione perché tutto ciò avvenga, però, è che anche nell’altro gruppo ci sia stabilità e coerenza di idee. Ci aspettiamo un chiarimento sulla loro linea a breve». Dall’altra parte, il chiarimento è arrivato subito: «Votare in maniera diversa – ha detto Smeraldi, presidente dell’Unione e consigliere del gruppo Cittadini insieme nell’Unione – è stato un segno di intelligenza, essendo questo un voto di coscienza. Tra l’altro, il Pd ha più volte chiesto una sospensione dell’assemblea per arrivare a un voto compatto. Penoso».
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