Gazzetta di Modena

Modena

Abusi edilizi, Legambiente parte civile

di Daniele Montanari
Abusi edilizi, Legambiente parte civile

Serramazzoni. L’associazione si costituirà domani nell’ambito dell’udienza preliminare. Chiesto il processo per 11 persone

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SERRAMAZZONI. Ci sarà anche Legambiente a costituirsi parte civile domani nell'ambito dell'udienza preliminare che riunisce sei casi caldi dell'urbanistica di Serramazzoni: dai 36 appartamenti costruiti vicino al cimitero a Casa Morandino, all'impianto a biomasse che doveva fornire energia alla palazzina, la lottizzazione “fantasma” di Casa Contardo e – uscendo da San Dalmazio – l'asilo di Riccò, la variante di Selva e la funeral house del capoluogo. Un ventaglio di presunti illeciti, che vanno dall'abuso edilizio a quello d'ufficio e al falso, di cui dovranno rispondere 11 persone - tra tecnici comunali, progettisti e aziende - nell'ambito di quello che è ormai assunto alla cronaca come “sistema Serra”. Proprio dagli appartementi sequestrati dalla Forestale nel settembre 2012 a Casa Morandino parte l'associazione nel motivare il suo ingresso nel procedimento, evidenzando uno sconcertante caso di presunto illecito: «L’abusivismo edilizio rappresenta un’autentica piaga nazionale – sottolinea Legambiente Emilia Romagna – e la nostra regione non fa eccezione. Abbiamo occupato i letti dei fiumi, i pendii delle montagne, le coste senza pensare non solo al danno paesaggistico, ma nemmeno al pericolo di realizzare case, terrazze, alberghi, scuole, uffici in aree dove non si dovrebbe nemmeno piantare una tenda da campeggio». Non è la prima volta che Legambiente interviene sui fatti di Serra e in modo concreto: già nel 2011, attraverso il Circolo di Modena, aveva presentato un esposto sulla gestione urbanistica di un territorio di pregio ambientale che doveva essere patrimonio condiviso. Così non è stato. «Assistiamo con sempre maggiore frequenza - continua Legambiente - a frane, alluvioni, esondazioni che hanno spazzato via pezzi di territorio, case, beni culturali, molto spesso anche vite umane. Ma, come se nulla fosse, si continua a costruire illegalmente. Il miglior deterrente al nuovo abusivismo è il ripristino della legalità». Di qui il mandato all'avvocato bolognese Francesco Paolo Colliva, presidente del Centro di azione giuridica regionale dell’associazione, di chiedere i danni per quanto successo. Richiesta che si andrà a sommare a quella dell'altra parte civile che si costituirà giovedì: il Comune di Serramazzoni, che ha affidato la propria tutela all’avvocato Andrea Mattioli. In aula il legale presenterà una prima istanza da 5 milioni, così come era stato fatto per la lottizzazione sul crinale di Casa Giacomone. «Una cifra simbolica – spiega – per indicare un danno gravissimo, patrimoniale e non, subito dall'ente pubblico. A partire da quello di immagine per arrivare alle semplici spese sostenute per fare chiarezza sulle pratiche negli uffici». Sarà poi il percorso giudiziario a stabilire, in caso di rinvio a giudizio, di quanto dovrà rispondere ciascun imputato.

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