Modena, campo nomadi a sorpresa e a Paganine cresce la rabbia
A chi chiedeva informazioni sulle ruspe, veniva detto: lavori per la complanare Poi è spuntata la casa prefabbricata e senza autorizzazioni, già recintata
«Sì, le ruspe le abbiamo viste, siamo anche andati a chiedere, ma ci hanno detto che erano lavori legati alla complanarina che attendiamo da tempo. Quando abbiamo visto che lo recintavano e ci mettevano una abitazione di quelle in legno, c'è chi ha chiesto chiarimenti, ma le prime risposte sono arrivate che ormai quelli ci abitavano già».
VIA PONTE GHIOTTO. Il nuovo campo nomadi, racconta la gente di Paganine, è sorto così. All'insaputa, verrebbe da dire, usando un linguaggio dell'alta e nobile politica. Il campo è in via Ponte Ghiotto, su un terreno agricolo adiacente l'autostrada, proprio di fronte alle case belle e ristrutturate di strada Paganine. Al momento ci abita una famiglia, regolarmente rifornita dalle aziende di servizi di acqua ed elettricità, con tanto di lavori di drenaggio e scolo delle acque e con la barriera in terra a protezione dai rumori e dagli sguardi dall'autostrada.
MINACCE AL FOTOGRAFO. Alla vista del fotografo della Gazzetta che lunedì cercava di documentare la situazione di una frazione in fibrillazione, nuovo campo nomadi incluso, il capofamiglia, un trentenne su una Golf nera si pianta di traverso in mezzo alla strada, bloccandola. «Voi cosa volete? Io sono stato minacciato su facebook, adesso vi sistemo io…», esordisce in un crescendo di toni e di approcci aggressivi.
Il fotografo a quel punto fa per andarsene, ma scatta un inseguimento. Il fotografo accosta, arriva la polizia municipale, che con garbo cerca di calmare il capofamiglia. Lo conoscono, lo chiamano per nome, invitano il fotografo a non reagire alle sue parole. Soprattutto, gli agenti possono sentire frasi del tipo: «Io vi ribalto, te e la tua macchina… Io divento cattivo, voi rischiate… Conosci mio zio?».
La conversazione prosegue tra fotografo e agenti della polizia municipale, poiché il nomade, fingendo di allontanarsi, si apposta in auto poco più in là. Tornerà più tardi, a fotografare auto e targa del fotografo.
Il film in atto su strada Paganine attira la curiosità dei residenti. Arriva gente, e così si scopre quella storia del cantiere della complanare che era in realtà il campo nomadi. Lui, il nomade, reclama un diritto: ha acquistato con rogito da un notissimo personaggio di Modena quella fetta di terreno, e ha deciso di andarci ad abitare, dopo aver concluso una difficile convivenza con i nomadi del campo di San Damaso. La gente di Paganine racconta che quando ci sono andati i vigili, la prima volta, lui ha detto loro che dovevano parlare con il suo avvocato.
L’ASSEMBLEA COL SINDACO. C'è invece chi è andato dal sindaco, due settimane fa, a chiedere conto di quella situazione. E il sindaco, martedì scorso, si è presentato in assemblea a Paganine con un nutrito staff, incluso il comandante della polizia municipale. Perché, in sostanza, il campo nomadi sorto all'insaputa, non aveva i necessari permessi, per la trasformazione di un'area agricola in tutt'altra funzione. «Il sindaco è venuto a Paganine per parlare di tante cose, su quella partita ha già spiegato che se ne stanno occupando», rassicura Mara Bergonzini, nuovo presidente del comitato di frazione.
INDAGINI IN CORSO. Ma la circostanza che pochi giorni prima della riunione di Paganine nell'ufficio di Muzzarelli si fosse presentata una nutrita delegazione di cittadini, la presenza alla riunione dei vertici della polizia municipale e soprattutto affermazioni del tipo «ci sono indagini in corso, di più non possiamo dire, ora attendiamo le sentenze della magistratura», fanno pensare altro ai cittadini. Alcuni hanno deliberatamente disertato l'assemblea, ritenendola inutile. «Vogliamo solo il rispetto della legge, vogliamo vivere sereni», dicono.
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