Discarica abusiva: tutto prescritto
Finale. I Noe trovarono 9400 mc. di rifiuti illegali: processo inutile per lungaggini
FINALE. Una discarica piena di rifiuti plastici e fanghi ceramici, secondo quanto annotato dai carabinieri dei Noe nell’ispezione che ha dato il via all’inchiesta della Procura. E un processo nato male che tra pochi giorni sarà dichiarato in prescrizione. Non si saprà se il rappresentante legale della società che gestisce quella terra nella zona industriale di Finale, la Eco. Geri, è colpevole o innocente di aver gestito una discarica abusiva. Sicuramente, se colpevole, non sconterà nulla e non pagherà nulla, né avrà obblighi legali, né si sa se quei materiali resteranno sul campo. È una vicenda di lungaggini giudiziarie che ha avviato la mannaia della prescrizione della quale beneficerà l’imputato, Giuseppe Porcarelli, 49 anni, difeso dall’avvocato Paolo Dell’Anno. Ieri all’udienza condotta dal giudice monocratico Francesco Cermaria hanno deposto alcuni testi, ma si sapeva che era tutto inutile: in gennaio scatteranno i cinque anni dai fatti contestati e il processo finirà in nulla. La discarica, secondo il rapporto che i Noe redassero nel gennaio 2010, era composta da circa 9400 metri cubi di rifiuti che si estendono su un terreno di quasi 6mila mq in via Napoli: parte occupata da fanghi ceramici e parte da rifiuti plastici. Dopo le verifiche è scattata la denuncia in Procura con l’ipotesi di reato di discarica abusiva. Nel 2012 le indagini condotte dal sostituto Claudia Natalini sono sfociate in un rinvio a giudizio con citazione diretta. Da allora è iniziato un calvario giudiziario che ha impedito alla causa di decollare. È infatti successo che per ben cinque volte i due giudici che si sono succeduti hanno chiesto alla Procura la notifica che doveva essere fatta al Ministero dell’Ambiente, per permettere che si costituisse parte civile. Ma la notifica non c’era mai. Solo alla quinta volta, in maggio, il documento è stato presentato. Perché la Procura non se ne è interessata prima? Siccome il ministero non si è presentato, si è costituita parte civile l’associazione ambientalista Anpana rappresentata dall’avvocato Carlo Colombo.
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