Tasi, Imu, Tari: la stangata di fine anno
Entro martedì 16 il saldo delle tasse sugli immobili per privati e aziende, il 31 scade la terza ed ultima rata dei rifiuti
Il dicembre nero, così come lo ha ribattezzato qualcuno, è già iniziato.
Lunedì scadeva l’acconto Irpef, il 16 toccherà a Tasi e Imu, il 31 dicembre, invece, sarà l’ultimo giorno per la Tari.
Un’infilata a dir poco pesante per il portafoglio dei modenesi in attesa della semplificazione annunciata dal governo con l'introduzione della local tax che, comunque, stando alle prime stime, porterà a caratterizzare il 2015 come l’anno degli aumenti anche per l’imposta locale. Ma questa è un’altra storia e, stando a questo dicembre 2014, la somma è comunque ingente.
Lunedì era l’ultimo giorno per il versamento della seconda o unica rata dell'acconto sull'Irpef dovuta per il 2014 dalle persone fisiche e dalle società di persone.
Il 16 dicembre, invece, scadono i termini per Imu e Tasi,, che compongono quella che in gergo tecnico si chiama Iuc - imposta unica comunale - secondo le disposizioni stabilite dall’amministrazione comunale.
A Modena la Tasi si paga solo per abitazioni principali, cioè “prima casa”, e assimilate, beni merce invenduti e fabbricati agricoli a uso produttivo, mentre è confermata la “Tasi zero” per tutti gli immobili su cui si paga l’Imu.
Su un immobile o si pagherà la Tasi, prima casa, o l'Imu, seconda casa, e mai entrambi i tributi. La nuova Tasi sarà uguale o inferiore alla vecchia Imu. L' Imu sulla seconda casa che avrà un occhio di riguardo per gli affitti concordati e quelli verso i parenti di primo grado.
L’aliquota massima della Tasi sull’abitazione principale è fissata al 3,1 per mille, rispetto al 3,3 possibile, con l’introduzione di una serie di detrazioni: da 120 a 10 euro, a scalare, per rendite catastali da 300 a 570 euro (sono previsti dieci scaglioni), oltre a 50 euro per ogni figlio convivente fino a 26 anni. Nel dettaglio: fino a 300 euro di rendita se ne detraggono 120, da 321 a 350 euro di rendita la detrazione è di 100 euro, tra 351 e 380 la detrazione è di 80 euro, tra 381 e 400 la detrazione è di 70 euro, tra 401 e 430 di 60 euro, tra 431 e 460 di 50 euro, tra 461 e 490 di 40 euro, tra 491 e 520 di 30 euro, tra 521 e 550 di 20 euro, tra 551 e 570 di 10 euro.
La Tasi si paga anche, con aliquota al 2,5, sui beni merce invenduti (gli alloggi costruiti ma non ancora inseriti sul mercato, che sono stati esentati dall’Imu; nel 2013 la pagavano con aliquota al 10,6) e sui fabbricati agricoli a uso produttivo (all’1 per mille rispetto 1,5 della precedente Imu). Sulle altre tipologie di immobili è previsto il pagamento dell’Imu. In entrambi i casi il saldo di questa seconda rata avviene tramite modello F24 o seguendo le indicazioni date dal Comune.
Ma non è finita: il 31 dicembre scade invece il termine per la Tari, la tassa rifiuti che arriva a tutti i modenesi con la bolletta di Hera. Le consegne da parte dei postini stanno avvenendo proprio in questi giorni, così da poter tenere sotto l’albero anche questo regalo che, è vero, non è una sorpresa ma certamente tutti ne avrebbero fatto volentieri a meno. Anche perché si tratta della terza rata: questa fungerà da conguaglio rispetto alle precedenti due e sarà più pesante.
La Cgia di Mestre, punto di riferimento italiano per gli studi che riguardano il fisco, non ha rincuorato gli italiani negli ultimi giorni. Secondo l’ultimo studio, infatti, d elevare il peso delle tasse sulle famiglie ha contribuito in maniera determinante la tassazione locale. Tra la metà degli anni Novanta ad oggi, sono aumentate del 190 per cento, mentre quelle erariali hanno subìto un incremento medio del 43 per cento circa: seppur significativa, quest'ultima è stata una variazione percentuale comunque inferiore alla crescita del pil nominale che è stata di quasi il 50 per cento. L'introduzione di alcune tasse locali - come l'Isi, l'Ici, le addizionali comunali/regionali Irpef, l'Imu e la Tasi - ha fatto impennare il gettito della tassazione locale che è servito a coprire le nuove funzioni e le nuove competenze che sono state trasferite alle autonomie locali. «Non dobbiamo dimenticare - spiega la Cgia - che in questi ultimi 18 anni le regioni e gli enti locali hanno assunto la gestione di settori importanti come la sanità, il lavoro, il trasporto pubblico locale e la formazione professionale senza aver ricevuto un corrispondente aumento dei trasferimenti. Anzi, la situazione dei nostri conti pubblici ha costretto lo stato centrale a ridurre progressivamente i trasferimenti, creando non pochi problemi di bilancio a molte realtà locali che, a loro volta, si sono difese facendo leva sulle nuove imposte locali» .
@dvdberti
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