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Viaggio nel tempo tra il Beat e il Rock: ecco 60 anni di band a Carpi

di Rino Filippin
Viaggio nel tempo tra il Beat e il Rock: ecco 60 anni di band a Carpi

Centinaia di foto ripercorrono la storia musicale a Carpi L’autore: «Terra di tanti talenti, al pari di Modena e Reggio»

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Sembra di essere saliti sulla macchina al plutonio di Doc, il professore di “Ritorno al futuro”. Fotografie ingiallite di band che negli anni ’60 animavano le balere locali, i primi dj degli anni ’70 che vivevano l’avventura delle radio libere cittadine. Poi ancora gruppi, concerti, amarcord, aneddoti...: tutto questo in un volume ciclopico (circa 500 pagine), dal titolo “On fire. Il beat e il rock a Carpi”, scritto da Maurizio Dente e in questi giorni distribuito in librerie e edicole.

Quanto tempo ha impiegato a realizzare un simile maxi volume?

«Un anno a tempo quasi pieno. Nel senso che dopo il lavoro, sono un insegnante di religione, per 12 mesi mi sono dedicato esclusivamente a questo progetto».

Come le è nata una simile idea?

«Da musicista quale sono, ho vissuto con passione le vicissitudini di tante band locali che cercano di farsi spazio e ho pensato che sarebbe stato giusto e interessante ripercorrere la storia di tutto il movimento musicale carpigiano, dagli inizi a oggi».

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Visti i suoi studi in materia, che differenze ha trovato tra le band giovanili di un tempo rispetto a quelle di oggi?

«Penso che le cose oggi siano peggiori di alcuni decenni fa. Soprattutto per il fatto che i locali puntano soprattutto alle band che fanno “cover”, brani noti. Lo spazio per la creatività così si riduce notevolmente».

E dal punto di vista artistico il bilancio è positivo?

«Assolutamente sì. Non abbiamo nulla da invidiare rispetto a Bologna, Modena e Reggio. Pensiamo, solo per citarne alcuni, a Carlo Rustichelli, autore di colonne sonore sublimi, a Mirco Limoni che ha scritto assieme ad altri il brano “Ride on Time”, successo mondiale da discoteca, fino a Paolo Belli e i Ladri di Biciclette e il fenomenale Massimo Varini, chitarrista autore di tanti successi.

Nel libro ci sono centinaia di fotografie, alcune inedite di 50 anni fa: come ha fatto a recuperarle?

«È stato un lavoro di ricerca complesso per il quale ho trovato tanta collaborazione da parte di tutti. Ci tengo a dire che il volume è dedicato alla memoria di Gian Paolo Lancellotti, noto come il batterista dei Nomadi, e di Massimo Masini, studioso del movimento Beat, entrambi prematuramente scomparsi: sono due persone che ci mancheranno tantissimo per la loro competenza e umanità».

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Oltre mezzo secolo di musica carpigiana con approfondimenti e foto in cui generazioni si riconosceranno. Si va da band come quella degli Spettri alle formazioni politicizzate del anni ’70, fino all’ironia degli anni ’80. Troviamo foto storiche con Vasco Rossi a Radio Azzurra, Jonnhy Dorelli alla Grotta Azzurra e Lucio Battisi a Carpi per uno dei suoi rarissimi concerti. Non mancano le nuove band e i loro sogni di gloria.

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