Gazzetta di Modena

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Acer, colosso che gestisce 3000 alloggi

di Stefano Luppi
Acer, colosso che gestisce 3000 alloggi

La responsabile Paltrinieri: «Nessuna invasione nelle abitazioni popolari nel Modenese, fenomeno sotto controllo»

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Ufficio luminosissimo, spazioso, panoramico in via Cialdini. Da qui la direttrice Nadia Paltrinieri governa tramite la società “Acer Modena, Agenzia casa Emilia Romagna” 6100 appartamenti in tutta la provincia. Si tratta delle cosiddette case popolari, ora al centro della cronaca di varie parti d'Italia per una malagestione di alloggi che andrebbero assegnati secondo graduatorie stilate con criteri inossidabili. A chi? A chi non riesce a comprare un appartamento o a pagare un affitto a prezzi di mercato.

Paltrinieri, sulla ponte di comando di Acer dal 1° gennaio 2009 dopo essere stata per anni funzionaria del Comune, gestisce alloggi a Modena, Carpi e Sassuolo, ma anche negli altri comuni della provincia. Sotto la Ghirlandina sono ben 2500, molti in centro storico tra cui tanti avrebbero bisogno di essere riqualificati, mentre quelli a Carpi sono 635 e quelli a Sassuolo 516.

«Abbiamo tanto lavoro da fare attraverso i 70 dipendenti di Acer - spiega la Paltrinieri - I nostri appartamenti sono presenti in 750 palazzi e palazzine diverse, di cui 450 sono interamente pubbliche. Sono questi i numeri aggiornati dopo le vendite dei primi anni '90 agli inquilini dell'epoca».

Il pianeta delle case pubbliche non è semplice da gestire, con migliaia di alloggi anche fatiscenti da controllare. In qualche occasione, anche nel Modenese, si verificano problemi. L'ultimo è avvenuto nelle case Acer di via Respighi a Sassuolo dove gli inquilini si sono lamentati per le continue infiltrazioni d'acqua dal soffitto. A Modena, nonostante la paura di qualche anziano che segue quanto accade in questi giorni nelle case popolari di Milano e Roma, occupazioni di alloggi popolari non se ne registrano da anni. Da noi le occupazioni hanno riguardato in alcuni casi capannoni dismessi, ex cinema e strutture abbandonate situate in periferia. Le abitazioni pubbliche, e neppure quelle private, anche se sfitte non sono state invase.

«La situazione nella nostra provincia - continua Paltrinieri - è buona, non accadono occupazioni come vediamo succedere altrove. C'è stato qualche problema lo scorso anno in via Fossa Monda, ma lo abbiamo risolto e abbiamo assegnato nel giro di un anno e mezzo quegli alloggi secondo le normali procedure. Non c'è a Modena alcuna polemica sulla falsariga di Milano. Certo in tante palazzine si litiga, è inevitabile, anche perché abbiamo palazzi grossi ad esempio in via Tignale del Garda dove ci sono 105 alloggi concentrati oppure in via Terranova dove gli alloggi sono 90. Siamo abbastanza precisi sui controlli e manteniamo tranquilla il più possibile la situazione tenendo presente la grandezza del singolo appartamento in base al numero di occupanti».

Un altro tema delicato riguardo alle case popolari è l'affitto, mantenuto ovviamente piuttosto basso, e la morosità che si sviluppa all'interno di famiglie a volte “complicate”.

«Abbiamo in Acer un ufficio legale - continua la responsabile - che si occupa dei canoni d'affitto e dei morosi. Alcuni casi ovviamente si sono verificati, nell'ordine del 10-12% del totale e diciamo anche che nel 5% dei casi di morosità la cifra non viene recuperata perché magari si tratta di extracomunitari che fanno perdere le proprie tracce. Se qualcuno non paga l'affitto invece, dopo tre mesi mandiamo un sollecito e se l'inquilino continua a non pagare informiamo il Comune proprietario dell'appartamento che noi gestiamo. Poi si attiva la richiesta di sfratto tramite il Tribunale e andiamo sul posto con l'ufficiale giudiziario, A Modena invece andiamo accompagnati da agenti della Municipale. Ma se qualcuno non riesce a pagare i canoni ci sono anche le vie dei servizi sociali e delle rateizzazioni che proponiamo noi».

E i prezzi degli affitti sono più bassi rispetto al mercato?

«Ovviamente sì, al massimo arrivano a 400 euro, ma partono da 140 euro per chi ha una dichiarazione dei redditi inferiore ai 7500 euro l'anno. Dei nostri inquilini questi rappresentano il 55% del totale, il 37% ha una dichiarazione fino ai 17 mila euro mentre solo l'1% arriva a 51mila euro che è il massimo possibile. Anche qui facciamo molti controlli incrociando dati della Agenzia delle entrate e altri. Qualche problema c'è stato con qualcuno che occupava casa senza averne i requisiti. Dobbiamo però tener presente che dei nostri inquilini il 25% sono pensionati, il 21% dipendenti, il 28% studenti, il 9% casalinghe, il 16% disoccupati e solo l'1% liberi professionisti».

Resta da dire solo dei bilanci di Acer: «Le entrate dagli affitti - conclude la Paltrinieri - sono di circa 10 milioni di euro dei quali resta un netto di circa 3,5 milioni che per legge gestiamo noi anche se formalmente sono fondi dei Comuni che sono proprietari degli alloggi».

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