Affitti non pagati per migliaia di euro, il Comune accelera
L’assessore Giacobazzi: «Non possiamo far finta di nulla» E sugli edifici: «Niente da abbattere, solo riqualificazioni»
La giunta Muzzarelli discuterà presto un nuovo Piano di razionalizzazione delle proprie sedi, con conseguente contrazione delle spese.
Lo annuncia l'assessore al patrimonio comunale e lavori pubblici Gabriele Giacobazzi che spiega anche come il Comune svolge le azioni di recupero crediti contro i morosi affittuari in edifici comunali.
Come raccontava la Gazzetta alcuni giorni fa, c'è qualcuno che non paga le rate del mese, anche se il Comune non è esposto per cifre altissime. L'assessore ricorda anche che è necessaria la riqualificazione di tante delle 2500 case popolari di proprietà cittadina. Si può rivedere il piano affitti passivi, per risparmiare un po' di soldi pubblici?
«Rispetto agli affitti che il Comune paga per le proprie sedi, negli anni scorsi sono stati realizzati ottimi risultati di razionalizzazione con una riduzione dei costi intorno al milione e 200 mila euro, oltre il 30 per cento in meno rispetto a quanto si spendeva nel 2010. Oggi la spesa complessiva è intorno ai due milioni e mezzo, ma contiamo di ridurla ancora. Il percorso per l'individuazione di una sede unica non ha dato finora i risultati sperati, ma contiamo di portare presto in giunta un nuovo Piano per una ulteriore razionalizzazione degli spazi che consenta di migliorare l’efficienza della struttura comunale».
Come e quando il Comune intende entrare in possesso degli affitti che gli devono i morosi? Sarebbero quantificati tra i 200mila e i 300mila euro, molti di commercianti del centro storico...
«La crisi economica si sta facendo sentire in tutti gli ambiti dove sono previsti pagamenti da parte di famiglie e imprese, compreso l'ambito degli affitti di locali ad associazioni, aziende, attività commerciali. Dieci giorni fa dal Comune sono partiti solleciti di pagamento per 104 mila euro: in molti casi si tratta di semplici ritardi per un affitto o per il pagamento di un'utenza. Mentre a volte si tratta invece di piccole cifre. I solleciti sono 25, per importi da poche decine di euro a qualche migliaio. Per alcuni non è il primo sollecito e il prossimo passaggio sarà l'iscrizione a ruolo, come prevedono le norme, per il recupero della cifra in modo coattivo. Non chiudiamo un occhio su queste situazioni, lo scorso anno, per esempio, sono stati iscritti a ruolo crediti per circa 70 mila euro».
Case popolari: secondo lei com’è la situazione a Modena? Alcune città, Bari ad esempio, abbatte lotti di case vecchie e sopra costruisce case popolari nuove e una quota di case normali che rappresentano il guadagno del costruttore che paga... Si può fare qui? «A Modena un’operazione di questo tipo non è pensabile perché non ci sono case popolari fatiscenti da abbattere, dopo il caso di via Nonantolana. E’ invece necessario insistere in un prezioso lavoro di riqualificazione del nostro patrimonio edilizio». (s.l.)
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