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RAPINA

Banditi armati assaltano una villetta a Sassuolo

di Alfonso Scibona
Banditi armati assaltano una villetta a Sassuolo

Ieri alle 20 in via Moncalieri presa di mira la casa dell’imprenditore Gianfranco Daolio, legato e imbavagliato con la moglie

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SASSUOLO. Assalto alla villetta di un imprenditore del settore ceramico ieri sera alle 20 in via Moncalieri 51.

Due banditi a volto coperto, armati di una pistola con cui hanno minacciato le vittime, si sono presentati davanti alla villa intimando alla moglie dell’industriale di farli entrare in casa dopo avere agevolmente scavalcato la recinzione che delimita la proprietà privata. Una volta riusciti a entrare all’interno della villetta, una delle tante singole che sono sorte lungo questa strada della zona Parco, i due banditi hanno legato e imbavagliato la donna e hanno atteso l’arrivo del marito, l’imprenditore Gianfranco Daolio, sessantenne contitolare dell’azienda Cerex Ceramiche di via Radici in Piano nell’edificio della ex ceramica San Giuseppe. La ditta Cerex si occupa del commercio di piastrelle. Quando Gianfranco Daolio poco dopo è rientrato a casa, ha subìto la stessa sorte della moglie, signora Zanetti, ed è stato legato e imbavagliato. A quel punto i due banditi si sono fatti indicare dove era possibile trovare denaro e gioielli all’interno dell’abitazione e in breve tempo hanno potuto completare la razzia di tutto quanto era stato individuato di possibile valore. La rapina è stata messa a segno in tempi rapidi, tanto che le due vittime poco dopo sono state in grado di liberarsi e di dare l’allarme.

I due malviventi sono apparsi particolarmente sicuri di sè, al punto che non si è reso necessario alcun atto di violenza nei confronti di Daolio e nemmeno della moglie.

Le due vittime dell’assalto dalle poche parole pronunciate dai malviventi hanno percepito un accento presumibilmente riconducibile a un Paese dell’Est europeo.

Sul posto sono intervenuti gli agenti di commissariato di polizia sassolese, che hanno raccolto la testimonianza di quanto accaduto da parte dell’imprenditore e della moglie e hanno immediatamente iniziato le ricerche dei banditi sulla base delle sommarie indicazioni ricevute, dato che i volti dei malviventi sono rimasti sempre celati.

Le due vittime non sono state in grado di capire se la pistola utilizzata per le minacce fosse un giocattolo o se si trattasse di un’arma realmente funzionante.

Difficile quantificare il bottino della razzia, anche perchè l’industriale e la moglie erano comprensibilmente in uno stato di choc che non consentiva loro di fornire indicazioni precise in questo senso. Gli agenti di polizia hanno avviato le operazioni necessarie per dare la caccia ai banditi.

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